Carcinoma ovarico avanzato: tempistica chirurgica

Se sia preferibile la chirurgia di debulking primario (PDS) o quella d’intervallo (IDS) dopo chemioterapia neoadiuvante, quale migliore approccio chirurgico contro il tumore ovarico epiteliale in stadio avanzato, rimane oggetto di dibattito. I dati recenti, inclusi quelli preliminari dello studio TRUST, rendono necessaria una nuova valutazione critica.

Un’equipe di ricercatori ha effettuato una revisione sistematica e una meta-analisi con lo scopo di approfondire l’argomento. È stato esplorato con attenzione il database PubMed alla ricerca esclusivamente di studi controllati randomizzati che hanno confrontato la chirurgia d’intervallo rispetto a quella primaria in pazienti con nuova diagnosi di tumore ovarico avanzato. Sono stati inclusi complessivamente 2.303 pazienti. Gli esiti primari includono la sopravvivenza globale (OS) e la sopravvivenza libera da progressione (PFS). Il team ha eseguito meta-analisi a effetti casuali, meta-regressioni e analisi di sensibilità “leave-one-out”. Rispetto alla chirurgia primaria, quella d’intervallo è risultata associata a tassi inferiori di complicanze postoperatorie (OR = 0,37) e di mortalità (OR = 0,23).

La meta-analisi ha evidenziato tassi più elevati di citoriduzione completa con la chirurgia d’intervallo (OR = 3,84) e tassi inferiori di malattia residua macroscopica (OR = 0,20). I dati aggregati non hanno mostrato differenze significative nella sopravvivenza globale (HR = 0,95) o nella sopravvivenza libera da progressione (HR = 0,94). Le analisi dei sottogruppi per stadio e malattia residua hanno confermato esiti di sopravvivenza sovrapponibili. La meta-regressione suggerisce che, anche negli studi con tassi molto elevati di citoriduzione completa, non è stato osservato alcun beneficio clinicamente significativo in termini di sopravvivenza per la chirurgia eseguita subito dopo il momento della diagnosi.

Gli Autori concludono che la chirurgia di debulking d’intervallo offre esiti di sopravvivenza paragonabili a quella primaria, ma con una ridotta morbilità e mortalità perioperatoria, confermandosi come una valida alternativa chirurgica.

Fonte: Eur J Surg Oncol. 2026

https://www.ejso.com/article/S0748-7983(25)01783-4/fulltext

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