I potenziali evocati uditivi possono evidenziare problemi nell’ipertensione familiare

I potenziali evocati uditivi del tronco cerebrale (BAEP) possono essere utilizzati come strumento di screening in individui con una storia familiare di ipertensione per valutare problemi della microcircolazione, secondo uno studio pubblicato su Annals of Neurosciences.

“L’ipertensione ha una predisposizione genetica e compromette anche la microcircolazione, colpendo così alcune strutture ben vascolarizzate, come il tronco cerebrale, e causando cambiamenti nei potenziali evocati uditivi del tronco cerebrale (BAEP). Noi abbiamo cercato di scoprire l’utilità dei BAEP come strumento di screening in individui apparentemente sani con una storia familiare di ipertensione” spiega Dibyodyuti Samaddar, dell’Institute of Medical Sciences, BHU, Varanasi, Uttar Pradesh, India, che ha guidato il gruppo di lavoro.

I ricercatori hanno studiato 110 volontari, di età compresa tra 17 e 23 anni. Dopo aver escluso i soggetti con malattie preesistenti o comorbilità, compresa l’ipertensione, quelli in terapia con farmaci ototossici o neurotossici, è stato eseguito un esame fisico preliminare, a seguito del quale sono stati registrati i BAEP con un apposito dispositivo.

Ebbene, gli esperti hanno notato una distorsione consistente nella latenza tra i picchi delle onde III-V quando era presente una storia familiare di ipertensione nei genitori o nei nonni materni. Altri risultati statisticamente significativi erano presenti anche in diverse onde in casi particolari.

Fonte: Ann Neurosci. 2024

https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/09727531231184680

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