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Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Diabetes Science and Technology, un programma post-dimissione di monitoraggio glicemico virtuale a breve termine può migliorare il controllo glicemico e favorire la guarigione delle ferite nei pazienti con piede diabetico, in particolare in un contesto sanitario di rete di sicurezza.
Le ferite del piede diabetico rappresentano una complicanza grave e spesso recidivante del diabete. Possono portare a infezioni, ricoveri ripetuti, amputazioni e aumento dei costi sanitari. Il rischio non è distribuito in modo uniforme; i pazienti appartenenti a minoranze etniche e con status socioeconomico più basso sono colpiti in modo sproporzionato e spesso incontrano maggiori barriere nell’accesso alle tecnologie per il diabete, al follow-up specialistico e alla continuità assistenziale. In questo contesto, il monitoraggio glicemico virtuale può offrire un supporto aggiuntivo dopo la dimissione, permettendo controlli più frequenti, aggiustamenti tempestivi della terapia e identificazione precoce di difficoltà pratiche o sociali che ostacolano la gestione del diabete.
I ricercatori hanno voluto valutare se il monitoraggio glicemico virtuale a breve termine potesse migliorare gli esiti clinici in una popolazione ad alto rischio con ferite del piede diabetico.
Questi hanno inoltre implementato un programma pilota all’interno di un sistema sanitario safety-net. Sono stati arruolati 40 pazienti ospedalizzati con ferite del piede diabetico, inseriti in un programma di monitoraggio glicemico virtuale di tre mesi dopo la dimissione. Il percorso prevedeva due visite ambulatoriali e monitoraggio remoto della glicemia ogni 1-2 settimane.
Gli esiti clinici del gruppo monitorato virtualmente sono stati confrontati con quelli di una coorte retrospettiva preintervento composta da 78 pazienti simili. All’ingresso, i due gruppi presentavano valori di emoglobina glicata comparabili: 10,6±1,8% nel gruppo con monitoraggio virtuale e 11,1±2,0% nella coorte preintervento.
A tre-sei mesi, l’emoglobina glicata risultava significativamente più bassa nel gruppo con monitoraggio virtuale, 7,6±1,1% rispetto a 8,5±2,0% nella coorte preintervento. Anche la guarigione delle ferite era più frequente tra i partecipanti al programma; infatti, il 68% ha raggiunto la chiusura della ferita a 3-4 mesi, contro il 47% del gruppo preintervento. Sono state osservate anche riduzioni non significative degli accessi in pronto soccorso e delle riammissioni ospedaliere per complicanze della ferita o ipoglicemia nel gruppo con monitoraggio virtuale rispetto alla coorte preintervento. Pur non raggiungendo la significatività statistica, questo andamento suggerisce un possibile beneficio sul carico assistenziale complessivo.
Un elemento importante del programma è stata la possibilità di intervenire più rapidamente. Il monitoraggio remoto ha offerto occasioni più frequenti per modificare la terapia antidiabetica, verificare l’andamento glicemico e affrontare barriere sociali alla cura, come difficoltà di accesso, aderenza, disponibilità di materiali o bisogni educativi.
Nei pazienti con ferite del piede diabetico, soprattutto in contesti caratterizzati da vulnerabilità sociale e accesso limitato alle tecnologie, un programma di monitoraggio glicemico virtuale post-dimissione può rappresentare una strategia scalabile per migliorare il controllo metabolico, favorire la guarigione e potenzialmente ridurre complicanze e costi sanitari. Saranno tuttavia necessari studi più ampi e prospettici per confermare l’efficacia del modello, definirne la sostenibilità e identificare quali pazienti possano beneficiarne maggiormente.
Fonte: J Diabetes Sci Technol. 2026
https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/19322968261469513