Negli operatori sanitari turnisti reflusso e disturbi temporomandibolari sono più frequenti

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Medicine, negli operatori sanitari l’onere dei sintomi correlati al reflusso si associa alla severità dei disturbi temporomandibolari, ai comportamenti parafunzionali orali, allo stress psicologico e all’esposizione al lavoro su turni.

Il lavoro su turni, soprattutto quando comprende orari notturni, può interferire con il ritmo circadiano, alterare il sonno e aumentare il carico psicologico. Questi fattori possono influenzare diversi domini sintomatologici, inclusi disturbi gastrointestinali, dolore muscoloscheletrico, serramento o digrignamento dentale e sintomi a carico dell’articolazione temporomandibolare. Tuttavia, il rapporto tra sintomi da reflusso, disturbi temporomandibolari e fattori psicosociali negli operatori sanitari non è ancora pienamente chiarito. Per approfondire questo tema, abbiamo valutato l’associazione tra onere dei sintomi correlati al reflusso, misurato con il questionario GERD-HRQL, e severità dei disturbi temporomandibolari negli operatori sanitari, esplorando anche il ruolo di lavoro su turni, comportamenti parafunzionali orali e distress psicologico.

I ricercatori hanno condotto uno studio osservazionale trasversale in un ospedale terziario, includendo 240 operatori sanitari. I partecipanti sono stati valutati con questionari validati, ovvero GERD-HRQL per il burden dei sintomi correlati al reflusso, Fonseca Anamnestic Index per la severità dei disturbi temporomandibolari, Oral Behavior Checklist per i comportamenti parafunzionali orali, Depression Anxiety Stress Scale-21 per distress psicologico ed Epworth Sleepiness Scale per sonnolenza diurna. I partecipanti sono stati inoltre classificati come turnisti o non turnisti; il lavoro su turni era definito dalla presenza di almeno quattro turni notturni al mese.

L’analisi dei dati ha mostrato che punteggi più elevati al GERD-HRQL erano positivamente correlati con una maggiore severità dei disturbi temporomandibolari, con coefficiente di correlazione pari a 0,31. L’onere dei sintomi da reflusso era inoltre associato a punteggi più alti di comportamenti parafunzionali orali, come serramento, bruxismo o altre abitudini orali ripetitive, e a livelli più elevati di stress alla scala DASS-21. Il lavoro su turni sembrava avere un suo ruolo nella questione. Gli operatori sanitari turnisti presentavano infatti punteggi GERD-HRQL e punteggi di severità dei disturbi temporomandibolari significativamente più elevati rispetto ai non turnisti, con dimensioni dell’effetto da piccole a moderate. Questo dato suggerisce che alterazioni del sonno, stress lavorativo e disorganizzazione dei ritmi quotidiani possano contribuire a un profilo sintomatologico più complesso. Nell’analisi multivariata, maggiore severità dei disturbi temporomandibolari, punteggio più elevato all’Oral Behavior Checklist, stress più alto e lavoro su turni restavano associati a punteggi GERD-HRQL più elevati. Il modello spiegava il 32% della variabilità del burden dei sintomi correlati al reflusso.

Un elemento importante riguarda l’interpretazione clinica: lo studio ha misurato il burden sintomatologico correlato al reflusso attraverso un questionario, non una diagnosi oggettiva confermata di malattia da reflusso gastroesofageo. Per questo, i risultati indicano una co-occorrenza di sintomi gastrointestinali, temporomandibolari, comportamentali e psicosociali, ma non dimostrano che una condizione causi l’altra. Negli operatori sanitari, soprattutto nei turnisti, sintomi da reflusso, disturbi temporomandibolari, stress e comportamenti parafunzionali possono sovrapporsi e rinforzarsi all’interno di un quadro multifattoriale. Riconoscere questa interazione può aiutare a orientare una valutazione più integrata, che consideri non solo il singolo sintomo, ma anche sonno, stress, abitudini orali e organizzazione del lavoro.

Saranno comunque necessari studi longitudinali e con metodi diagnostici oggettivi per chiarire la direzione delle associazioni e il loro significato clinico. In prospettiva, interventi mirati sullo stress, sul sonno e sui comportamenti parafunzionali potrebbero rappresentare un complemento utile nella gestione dei sintomi correlati al reflusso e dei disturbi temporomandibolari in questa popolazione professionale.

Fonte: J Clin Med. 2026

https://www.mdpi.com/2077-0383/15/13/5304

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