Virus Shamonda. In Francia il primo caso al mondo di infezione umana. Ecdc monitora la situazione
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La partecipazione a corsi di nuoto per neonati durante i primi 6 mesi di vita è risultata associata a punteggi più elevati nello sviluppo intellettivo in età prescolare, soprattutto tra i maschi e i bambini provenienti da famiglie con un livello socioeconomico più elevato. Questi risultati supportano ulteriori ricerche sull’attività acquatica nella prima infanzia e sul neurosviluppo. È la conclusione cui è arrivato uno studio pubblicato su Scientific Reports da un gruppo guidato da Shuting Cao, della Huazhong University di Wuhan, in Cina.
Il nuoto è un’attività ampiamente praticata nella prima infanzia, ma i suoi effetti sulla salute a lungo termine sono poco chiari. Lo studio si proponeva di indagare se la partecipazione al nuoto tra i neonati, durante i primi sei mesi di vita, fosse associata a benefici a livello di sviluppo intellettivo in età prescolare. Per l’indagine sono stati reclutati bambini della coorte Wuhan Healthy Baby sui quali sono stati completati questionari di follow-up a 1 e 6 mesi e valutazioni del quoziente intellettivo (QI). Sulla base dei dati relativi al nuoto per neonati, i bambini sono stati classificati in base allo stato di partecipazione (partecipazione, non partecipazione) e al periodo (nessuna, dalla nascita a 1 mese, da 1 a 6 mesi e dalla nascita a 6 mesi). Il QI, invece, è stato valutato utilizzando la versione cinese della Wechsler Preschool and Primary Scale of Intelligence-Fourth Edition tra i 4 e i 6 anni di età.
Complessivamente, il team ha incluso nello studio 1.935 coppie madre-figlio, con 1.272 bambini (65,7%) partecipanti al corso di nuoto per neonati. I partecipanti avevano punteggi più alti nel QI totale (FSIQ) [ß (95%CI): 2,46 (1,35, 3,57)], nell’indice di comprensione verbale (VCI) [1,64 (0,35, 2,92)], nell’indice visuo-spaziale (VSI) [2,15 (0,76, 3,54)], nell’indice di ragionamento fluido (FRI) [2,48 (1,44, 3,51)] e nell’indice di memoria di lavoro (WMI) [1,75 (0,62, 2,87)]. Punteggi di QI più alti sono stati osservati nei gruppi “da 1 a 6 mesi” e “dalla nascita a 6 mesi”. Infine, le stime puntuali sono state numericamente più alte tra i maschi e i bambini provenienti da famiglie con uno status socioeconomico più elevato.
Fonte: Sci Rep 2026
https://www.nature.com/articles/s41598-026-68032-5