Impatto delle infezioni respiratorie neonatali associate a inquinamento, i dati di tre decenni

Sebbene il carico globale di infezioni respiratorie neonatali (INN) attribuibili all’inquinamento atmosferico sia diminuito negli ultimi tre decenni, restano notevoli disuguaglianze geografiche e socioeconomiche, con l’impatto maggiore concentrato nei contesti con un basso indice socio-demografico (SDI). È la conclusione cui è arrivato uno studio pubblicato sull’European Journal of Pediatrics da Yan Wang e colleghi dello Hangzhou Women’s Hospital, in Cina, secondo i quali sono necessarie strategie che combinino il miglioramento della qualità dell’aria con il rafforzamento dei servizi di salute materna e neonatale per ridurre l’impatto del fenomeno.

Le INN sono una delle principali cause di morbilità e mortalità nei primi 28 giorni di vita, e l’inquinamento atmosferico costituisce un importante fattore di rischio ambientale. Utilizzando i dati del Global Burden of Disease (GBD) Study 2021, lo studio ha quantificato i decessi e gli anni di vita persi a causa di disabilità (DALY) dovuti alle INN e alle loro sottocategorie attribuibili all’inquinamento atmosferico, dal 1990 al 2021, includendo sia l’inquinamento da particolato atmosferico che l’inquinamento atmosferico domestico derivante dall’uso di combustibili solidi. I ricercatori, inoltre, hanno esaminato la distribuzione globale, regionale e a livello di SDI e le tendenze temporali dell’impatto.

Dall’analisi è emerso che, nel 2021, l’inquinamento atmosferico ha contribuito a 64.405 decessi neonatali e 5,8 milioni di anni di vita persi a causa di disabilità (DALY) dovuti a infezioni respiratorie in tutto il mondo. I tassi di mortalità e DALY sono diminuiti significativamente dal 1990 al 2021, con una variazione percentuale annua stimata (EAPC) del -3,84%. Le infezioni delle basse vie respiratorie hanno rappresentato la maggior parte del carico attribuibile e i neonati maschi hanno costantemente registrato tassi di mortalità e DALY più elevati rispetto alle femmine. Sono state osservate marcate disuguaglianze geografiche e socioeconomiche, con l’impatto maggiore concentrato nelle regioni a basso SDI, in particolare nell’Asia meridionale e nell’Africa subsahariana. Infine, l’inquinamento atmosferico domestico ha avuto un impatto maggiore nelle aree con un indice SDI più basso, mentre il particolato atmosferico è diventato relativamente più rilevante nelle aree più sviluppate.

Fonte: European Journal of Pediatrics 2026

https://link.springer.com/article/10.1007/s00431-026-06902-w

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