Sperimentazione animale. Ema avvia un progetto pilota sui dati delle nuove metodologie alternative
L’EMA ha avviato un nuovo progetto pilota di invio volontario dei dati, Voluntary Data Submission, dedicato alle Nuove […]
Uno studio recente ha evidenziato come le pazienti sottoposte a interventi chirurgici ad alto rischio presentino una maggiore mortalità a 30 giorni rispetto ai pazienti maschi. Il problema non sembra risiedere nella frequenza delle complicazioni postoperatorie, ma piuttosto nella capacità di gestione e recupero da tali complicazioni, definita come “failure to rescue”.
L’analisi, condotta su oltre 860.000 beneficiari Medicare sottoposti a procedure vascolari o cardiache importanti tra il 2015 e il 2020, ha incluso sia riparazioni dell’aneurisma dell’aorta addominale che interventi di bypass coronarico, sostituzione della valvola aortica e riparazione della valvola mitrale. Sebbene il tasso di complicazioni sia risultato simile tra donne e uomini (14,98% contro 14,37%), i dati indicano che le pazienti femminili hanno una mortalità postoperatoria più alta (4,22% contro 3,34%) e un tasso maggiore di “failure to rescue” (10,71% contro 8,58%).
Le pazienti erano generalmente più anziane e presentavano una maggiore prevalenza di comorbidità rispetto ai pazienti maschi. Tuttavia, erano anche più spesso trattate in ospedali con maggior volume di casi chirurgici, il che teoricamente dovrebbe ridurre i rischi di mortalità. La disparità di genere nell’esito postoperatorio è stata confermata anche analizzando i risultati per ciascuna specifica procedura.
I risultati, pubblicati su JAMA Surgery, suggeriscono che l’attenzione clinica dovrebbe migliorare nella gestione delle complicazioni per le pazienti femminili. Potenziare la rapidità di intervento e l’appropriatezza delle cure in seguito a complicazioni potrebbe ridurre la differenza di mortalità tra i sessi dopo interventi chirurgici ad alto rischio. Questi dati mettono in luce la necessità di un approccio più mirato e sensibile al genere nelle cure postoperatorie per migliorare i risultati tra le pazienti femminili.
Fonte: JAMA Surg. 2024
https://jamanetwork.com/journals/jamasurgery/article-abstract/2824971