Nuovi indici sono utili per valutare il rischio cardiovascolare nel diabete di tipo 2

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Diabetes & Metabolic Disorders, alcuni semplici indici derivati dagli esami del sangue potrebbero aiutare a identificare precocemente il rischio cardiovascolare nei pazienti con diabete di tipo 2.

Abbiamo valutato il ruolo dei rapporti neutrofili/colesterolo lipoproteico ad alta densità (HDL-C), o NHR, e linfociti/HDL-C, o LHR, come potenziali indicatori di sindrome metabolica e rischio cardiovascolare.

La ricerca ha coinvolto 150 adulti con diabete di tipo 2, e ha analizzato parametri clinici, emocromo e profilo lipidico. La sindrome metabolica era presente in circa la metà dei partecipanti, mentre quasi il 47% presentava sintomi cardiovascolari. I risultati mostrano che i pazienti con sindrome metabolica avevano livelli più bassi di colesterolo HDL, e valori più elevati di trigliceridi, colesterolo non-HDL, NHR e LHR. Entrambi gli indici risultavano associati alla sindrome metabolica, ma solo LHR si confermava un predittore indipendente dopo aggiustamento per altri fattori.

Inoltre, età e NHR erano associati al carico di comorbilità, mentre lo stress aumentava il rischio di sintomi cardiovascolari. L’analisi predittiva ha evidenziato una buona capacità discriminante per NHR, ulteriormente migliorata quando combinato con LHR.

I risultati suggeriscono che l’uso combinato di questi semplici indicatori potrebbe migliorare la stratificazione del rischio nei pazienti diabetici, facilitando interventi più precoci e mirati.

Fonte: J Diabetes Metab Disord. 2026
https://link.springer.com/article/10.1007/s40200-026-01933-4

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