Chatbot conversazionali vs materiali standard nell’informare i genitori su vaccinazione anti-HPV
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Nonostante la variabilità nella somministrazione dei vaccini tra diversi ospedali pediatrici, vi sono molti ostacoli e fattori determinanti comuni. È quanto evidenzia, su Pediatrics, un gruppo coordinato da Mersine Bryan, dell’Università di Washington (USA), secondo il quale affrontare questi ostacoli e soddisfare le esigenze cliniche sono essenziali per migliorare la somministrazione dei vaccini in regime di ricovero.
La somministrazione dei vaccini durante il ricovero pediatrico è rara. Obiettivo dello studio era esplorare i principali fattori determinanti per la somministrazione di vaccini in regime di ricovero tra 11 ospedali pediatrici statunitensi. Il team ha utilizzato il database del Pediatric Health Information System per identificare gli ospedali della rete Pediatric Research in Inpatient Setting che facevano più vaccini in regime di ricovero (n = 6) e che ne facevano meno (n = 5). Per l’indagine sono stati reclutati infermieri pediatrici, farmacisti e medici ospedalieri che hanno risposto a interviste semistrutturate sulle pratiche e sugli ostacoli alla somministrazione di vaccini in regime di ricovero.
Il team ha condotto 36 interviste a 10 medici ospedalieri, 14 infermieri e 12 farmacisti. Sono emersi diversi temi chiave per la somministrazione dei vaccini in regime di ricovero, tre in particolare: tempistica, con la somministrazione dei vaccini che avveniva prevalentemente al momento della dimissione, il che a volte comprometteva la copertura vaccinale; accesso, con la vaccinazione durante il ricovero che era particolarmente importante quando i bambini avevano difficoltà ad accedere alle cure primarie o quando i servizi sanitari tradizionali erano interrotti, ad esempio durante la pandemia di COVID-19; flusso di lavoro che, relativamente alla vaccinazione, spesso non era standardizzato e mancava di una chiara definizione delle procedure.
Fonte: Pediatrics 2026