Strategie efficaci per aumentare l’adesione ai vaccini

Una component network meta-analisi pubblicata da The BMJ ha valutato quali siano gli elementi più efficaci degli interventi destinati ad aumentare l’adesione vaccinale nei Paesi ad alto e medio-alto reddito. L’analisi ha incluso 237 studi randomizzati, per un totale di 570 bracci di intervento e 4.361.717 partecipanti, considerando qualsiasi intervento rivolto ai destinatari della vaccinazione o ai caregiver con l’obiettivo di aumentare la domanda o facilitare l’accesso ai vaccini previsti dal calendario vaccinale del Regno Unito. L’esito principale considerato era l’effettiva esecuzione della vaccinazione, stimata con una meta regressione bayesiana a livello di componenti.

Sul piano della qualità metodologica, 110 studi sono risultati a basso rischio di bias, 96 con alcune criticità e 31 ad alto rischio; il 40% dei partecipanti era di sesso maschile. L’aspetto originale del lavoro è stato l’esame dei singoli componenti degli interventi, sia nei contenuti sia nelle modalità di erogazione, per capire quali elementi contribuiscano maggiormente al risultato finale.

Nei bambini, gli effetti più favorevoli sono emersi per i rimborsi o pagamenti destinati a coprire i costi sostenuti dalle famiglie e per gli strumenti di supporto decisionale. Sono emersi inoltre segnali di possibile beneficio anche per l’ampliamento delle opportunità vaccinali, come una maggiore disponibilità di occasioni per vaccinarsi, e per i fattori sociali, cioè interventi che sfruttano norme sociali, supporto relazionale o influenza del contesto.

Negli adolescenti e nei giovani adulti, sono risultati associati a un maggiore uptake i formati di erogazione personali, la presenza di membri della comunità accanto ai professionisti sanitari e ancora i fattori sociali. In questo gruppo, invece, gli strumenti di supporto decisionale hanno mostrato un effetto sfavorevole, così come l’interazione umana rispetto a quella non umana, suggerendo che l’efficacia dei componenti dipende in modo importante dall’età e dal contesto in cui vengono applicati.

Negli adulti, i risultati sono apparsi più robusti e coerenti. Hanno mostrato un effetto favorevole l’interazione umana, l’ampliamento delle opportunità di vaccinazione, l’aiuto nella programmazione degli appuntamenti, i pagamenti per coprire i costi e il motivational interviewing. Sono inoltre emersi segnali più deboli ma comunque favorevoli per gli incentivi economici e per le informazioni sulla sicurezza e sull’efficacia dei vaccini. Al contrario, negli adulti l’interazione non umana rispetto all’assenza di interazione è risultata associata a un effetto negativo.

Le analisi per sottogruppi hanno mostrato che l’efficacia dei diversi componenti varia nelle popolazioni underserved e anche in relazione al periodo della pandemia di covid 19, confrontando gli studi condotti prima del 2020 con quelli dal 2020 in poi. Questo dato

suggerisce che non esiste un’unica strategia valida per tutti, ma che gli interventi devono essere adattati alle caratteristiche delle popolazioni target e al contesto sanitario e sociale.

Gli autori concludono che i componenti più efficaci per aumentare l’adesione vaccinale sono l’ampliamento delle opportunità, il supporto nella prenotazione, gli incentivi economici, i rimborsi dei costi e il motivational interviewing. Dal punto di vista dell’erogazione, risultano particolarmente utili l’interazione umana e il coinvolgimento di membri della comunità insieme ai professionisti sanitari. Secondo gli autori, questi risultati hanno implicazioni rilevanti per progettare e ottimizzare interventi mirati, con una maggiore attenzione alle differenze tra fasce d’età, gruppi vulnerabili e fasi storiche diverse come quella pandemica. La valutazione economica degli interventi, aggiungono, potrà ulteriormente orientare decisioni più efficienti nell’allocazione delle risorse.

Fonte: BMJ 2026

https://www.bmj.com/content/393/bmj-2025-087578

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