Prolasso uterovaginale, isteropessi vs isterectomia: esiti a 10 anni

L’isteropessi vaginale con rete ha continuato ad avere un tasso di fallimento complessivo inferiore fino a 10 anni rispetto all’isterectomia vaginale con sospensione del legamento uterosacrale, sebbene non sia stato osservato l’atteso aumento di durata rispetto alla procedura con tessuto nativo tra il sesto e il decimo anno. Entrambe le procedure rappresentano opzioni valide per le pazienti. Se disponibile, l’isteropessi con aumento di volume mediante rete per le pazienti che desiderano preservare l’utero è un’opzione efficace e a basso rischio. È la conclusione cui è arrivato, su JAMA Surgery, un gruppo coordinato da Charles Nager, dell’Università della California di San Diego (USA).

Per il prolasso uterovaginale, l’isteropessi sacrospinosa vaginale con innesto rappresenta un’alternativa all’isterectomia, per preservare l’utero. Obiettivo del team era confrontare efficacia ed eventi avversi di queste due procedure nell’arco di 10 anni. In 9 centri clinici della rete statunitense per i disturbi del pavimento pelvico, donne in post menopausa con prolasso uterovaginale sintomatico sono state arruolate in uno studio clinico multicentrico randomizzato di superiorità tra il 2013 e il 2015. Le donne sono state inizialmente randomizzate a isteropessi vaginale con rete o a isterectomia vaginale con sospensione dei legamenti uterosacrali. Le partecipanti si sono sottoposte a un follow-up di 5 anni con controlli a intervalli di 6 mesi, seguito da un follow-up annuale da 6 a 10 anni.

Un totale di 183 donne (età media [DS], 66 [7] anni) sono state randomizzate e 175 sono state incluse nell’analisi intention-to-treat (88 nel gruppo isteropessi e 87 nel gruppo isterectomia), 112 delle quali (64%; 55 nel gruppo isteropessi e 57 nel gruppo isterectomia) hanno partecipato all’estensione di follow-up da 6 a 10 anni. Entro 10 anni dall’intervento, ci sono stati meno fallimenti per l’isteropessi (35 su 88 [40%]) rispetto all’isterectomia (46 su 87 [53%]). L’analisi del tempo al fallimento ha mostrato un rischio di fallimento inferiore nell’isteropessi (hazard ratio aggiustato, 0,64; IC 95%, 0,41-1,00; p =0,05). Infine, entrambi i gruppi hanno mostrato miglioramenti duraturi negli esiti riferiti dalle pazienti, senza differenze significative tra i gruppi per quanto riguarda prolasso, sintomi urinari o intestinali, funzione sessuale, dispareunia o complicanze clinicamente rilevanti.

Fonte: JAMA Surg 2026
https://jamanetwork.com/journals/jamasurgery/article-abstract/2850869

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