Sindrome multisistemica infiammatoria da SARS-CoV-2, il follow-up di una coorte tedesca

I pazienti pediatrici affetti da sindrome infiammatoria multisistemica associata a SARS-CoV-2 (PIMS-TS) hanno un outcome a medio termine generalmente favorevole. Tuttavia, un sottogruppo di pazienti, in particolare i bambini più grandi e coloro che hanno richiesto il trattamento in terapia intensiva durante la fase acuta, ha manifestato sintomi prolungati, soprattutto complicanze cardiovascolari. La conferma arriva da una ricerca pubblicata sul The Journal of Pediatrics da un gruppo coordinato da Florens Lohrmann, del Karolinska Institute di Stoccolma, in Svezia, che raccomanda un attento follow-up e un’assistenza multidisciplinare per monitorare il recupero di questi pazienti.

Obiettivo dell’indagine era valutare l’impatto sulla salute a medio termine della PIMS-TS. La ricerca ha utilizzato un questionario standardizzato, attraverso il quale sono stati raccolti dati di follow-up di pazienti con PIMS-TS acuta, incluse informazioni dettagliate sulle caratteristiche dei pazienti, la progressione clinica, i risultati di laboratorio, i risultati degli esami di imaging e gli outcome. Questi dati sono stati poi collegati ai dati della PIMS in fase acuta.

Dei 920 casi originariamente documentati nel registro PIMS-TS in fase acuta, i dati di follow-up sono stati raccolti da sei centri pediatrici su 127 pazienti di cui 81 di sesso maschile. L’età media durante la fase acuta era di 8 anni (DS: 4,4 anni). Il tempo mediano di follow-up è stato di 125 giorni (IQR: da 50,5 a 290,5 giorni). Nel complesso, la maggior parte dei pazienti ha raggiunto la completa guarigione, con 81/127 che l’hanno ottenuta anche prima della prima visita di controllo. Tuttavia, i reperti ecocardiografici anomali sono continuati in 18 su 67 pazienti. La dilatazione coronarica è persistita in 14 su 33 (42%) e si è risolta in tutti tranne in tre. Infine, sintomi cardiovascolari e generali residui sono stati più frequenti nei bambini più grandi, così come tra coloro che avevano richiesto un trattamento in terapia intensiva durante la fase acuta.

Fonte: The Journal of Pediatrics 2025

https://www.jpeds.com/article/S0022-3476(25)00257-4/fulltext

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