Tumore al seno: PNI e CONUT associati agli esiti di sopravvivenza

L’indice nutrizionale prognostico, PNI, e il punteggio CONUT, Controlling Nutritional Status, si confermano potenziali indicatori prognostici nel carcinoma mammario. Lo indica una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su Frontiers in Oncology, che ha valutato l’associazione tra questi marker nutrizionali-infiammatori e gli esiti clinici nelle pazienti con tumore al seno.

Lo studio, condotto da ricercatori cinesi, ha incluso 32 studi per un totale di 13.120 pazienti. Gli endpoint analizzati comprendevano sopravvivenza globale, sopravvivenza libera da malattia e risposta patologica completa.

I risultati mostrano che un PNI elevato è associato a una prognosi più favorevole. In particolare, valori più alti di PNI si associano a una migliore sopravvivenza globale, con HR 0,49 (IC 95%: 0,39-0,61; P<0,00001), e a una migliore sopravvivenza libera da malattia, con HR 0,69 (IC 95%: 0,58-0,81; P<0,00001).

Il rapporto tra PNI e risposta patologica completa risulta invece meno solido. L’associazione ha raggiunto un valore borderline, con OR 1,57 (IC 95%: 1,00-2,47; P=0,05), ma il risultato è apparso sensibile all’influenza dei singoli studi. Per questo non può essere considerato conclusivo.

Il CONUT mostra un andamento opposto: punteggi elevati, indicativi di peggiore stato nutrizionale e infiammatorio, sono associati a esiti sfavorevoli. Un CONUT alto si correla a una peggiore sopravvivenza globale, con HR 1,77 (IC 95%: 1,29-2,44; P=0,0005), e a una sopravvivenza libera da malattia più breve, con HR 2,08 (IC 95%: 1,75-2,47; P<0,00001).

Nel complesso, la meta-analisi suggerisce che PNI e CONUT possano contribuire alla stratificazione prognostica delle pazienti con carcinoma mammario. Il dato è clinicamente interessante perché entrambi gli indici derivano da parametri semplici e facilmente disponibili, legati allo stato nutrizionale, immunitario e infiammatorio.

Tuttavia, il loro utilizzo nella pratica clinica deve restare prudente. Gli studi inclusi presentano eterogeneità, cut-off non uniformi e disegni prevalentemente osservazionali. Prima di integrarli stabilmente nei percorsi decisionali serviranno validazioni prospettiche, soglie condivise e studi capaci di chiarire se il miglioramento dello stato nutrizionale possa modificare realmente la prognosi.

Fonte: Frontiers in Oncology, 2026

https://www.frontiersin.org/journals/oncology/articles/10.3389/fonc.2026.1775719/full

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