Assicurare la cura degli animali da compagnia per il benessere delle persone con HIV

Integrare la cura degli animali da compagnia nelle strategie di gestione delle infezioni da HIV, ad esempio fornendo servizi di pet sitting, potrebbe supportare la salute dei pazienti, consentendo ai proprietari di accedere a cure tempestive mantenendo, allo stesso tempo, i benefici derivanti dal legame uomo-animale. È la conclusione cui è arrivato uno studio pubblicato su AIDS Behaviour da un gruppo coordinato da Jennifer Applebaum, dell’Università di Florida di Gainesville (USA).

L’interazione uomo-animale può contribuire a migliorare la salute e il benessere tra le persone affette da condizioni croniche come l’infezione da HIV. Tuttavia, le responsabilità associate al fatto di essere proprietari di un animale da compagnia possono impedire ai proprietari di accedere a un’assistenza sanitaria tempestiva. Lo studio ha indagato la relazione tra essere proprietari di un animale da compagnia, gli ostacoli nell’accesso all’assistenza sanitaria legati agli animali da compagnia (PRBH) e il comfort derivante dalla presenza degli animali con una soppressione virale duratura, tra le persone con HIV (PWH). Il team, in particolare, ha testato tre ipotesi utilizzando i dati su 623 partecipanti.

In primo luogo, i ricercatori hanno valutato se i proprietari di animali da compagnia mostrassero una maggiore probabilità di soppressione virale duratura rispetto ai non proprietari. Mentre i risultati iniziali suggerivano che i proprietari di animali avessero maggiori probabilità di andare incontro a una soppressione duratura (OR = 1,82, p <0,01), l’associazione si è indebolita, sebbene sia rimasta marginalmente significativa, dopo aver considerato le variabili (OR = 1,55, p = 0,06). In secondo luogo, i ricercatori hanno analizzato se tra i proprietari di animali da compagnia (n = 221), sia la PRBH che quella prevista fossero negativamente associate alla soppressione virale. I risultati hanno confermato che gli ostacoli PRBH erano significativamente associata a tassi più bassi di soppressione virale (OR = 0,22, p = 0,02), mentre gli ostacoli previsti non lo erano (OR = 0,44, p = 0,12). Infine, il team ha osservato che il comfort dell’essere proprietari di animali da compagnia non era associato a una migliore soppressione virale (OR = 1,00, p = 0,98).

Fonte: AIDS Behav 2026

https://link.springer.com/article/10.1007/s10461-025-04947-w

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