Morbillo, parotite, rosolia: lacune nella copertura vaccinale degli adulti

Un’indagine pubblicata su The American Journal of Emergency Medicine richiama l’attenzione su un problema crescente negli Stati Uniti: l’aumento dei casi di morbillo e le persistenti lacune nella copertura vaccinale degli adulti per morbillo, parotite e rosolia. Poiché lo stato vaccinale MMR in età adulta è scarsamente rilevato dai sistemi di sorveglianza correnti, gli autori hanno valutato se i dipartimenti di emergenza possano rappresentare un punto utile per identificare i soggetti non adeguatamente protetti, soprattutto nelle fasce di popolazione più fragili e con minore accesso ai servizi sanitari.

Lo studio ha adottato un disegno trasversale e ha coinvolto adulti di età compresa tra 18 e 64 anni in dieci pronto soccorso statunitensi, tra aprile e dicembre 2024. I partecipanti hanno compilato un questionario strutturato volto a rilevare la conoscenza del vaccino MMR, lo stato vaccinale autoriferito, le ragioni della mancata vaccinazione e la disponibilità a ricevere il vaccino direttamente in pronto soccorso. Gli esiti sono stati descritti come proporzioni con intervalli di confidenza al 95%, mentre un’analisi di regressione logistica multivariata ha identificato i fattori associati sia al mancato aggiornamento vaccinale sia alla disponibilità ad accettare la vaccinazione in ambiente di emergenza.

Su 2.456 partecipanti, il 25,0% ha dichiarato di non aver mai sentito parlare del vaccino MMR, mentre il 44,0% non risultava in regola con la vaccinazione. L’analisi dei fattori associati ha mostrato che la probabilità di non essere vaccinati era maggiore nei maschi, con un odds ratio di 2,21, nei soggetti afroamericani non ispanici, con un odds ratio di 2,27, negli ispanici, con un odds ratio di 1,98, nei non anglofoni, con un odds ratio di 1,53, e in chi non disponeva di accesso alle cure primarie, con un odds ratio di 1,25. Il quadro che emerge è quello di una copertura insufficiente concentrata soprattutto nei gruppi più svantaggiati, nei quali si sommano vulnerabilità sociale, barriere linguistiche e difficoltà di accesso ai percorsi ordinari di prevenzione.

Tra i partecipanti non in regola con la vaccinazione, il 36,5% ha riferito che accetterebbe il vaccino MMR se fosse proposto durante l’accesso in pronto soccorso. Questo dato, pur non indicando un’adesione maggioritaria, suggerisce un margine concreto di intervento in un contesto che spesso intercetta pazienti esclusi o meno raggiunti dall’assistenza territoriale.

Gli autori concludono che le lacune nella vaccinazione MMR degli adulti restano rilevanti negli Stati Uniti, in particolare nelle popolazioni underserved. In una fase caratterizzata da maggiore circolazione del morbillo, strategie basate sul pronto soccorso potrebbero quindi offrire un’opportunità utile per rafforzare l’educazione vaccinale e proporre interventi mirati di immunizzazione, contribuendo a colmare deficit di copertura che i sistemi tradizionali di sorveglianza e di assistenza primaria non riescono a intercettare in modo adeguato.

Fonte: The American Journal of Emergency Medicine, 2026

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0735675726001452?via%3Dihub

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