Qualità metodologica delle revisioni sistematiche riguardanti gli interventi in tema di cancro gastrico
Le revisioni sistematiche (SR) forniscono prove cruciali per individuare approcci e trattamenti per la gestione del tumore gastrico, ma la […]
Gli studi controllati randomizzati (RCT) multicentrici sulla chirurgia del tumore esofago-gastrico hanno ripetutamente fallito nel dimostrare benefici in termini di sopravvivenza globale (OS). Questi studi si sono spesso concentrati sulla valutazione di una singola tecnica chirurgica piuttosto che sull’intera procedura. Spesso l’’aderenza a una tecnica standardizzata basata su protocollo è risultata variabile non misurata, impattando gli outcome dello studio.
Ciò solleva dubbi su quanto le deviazioni al protocollo non misurate e una garanzia della qualità chirurgica suboptimale possano impattare sugli outcome e sulla potenza statistica degli studi, in particolare sulla garanzia di qualità chirurgica (SQA) e sul suo impatto sulla potenza statistica e sulla determinazione del campione necessario.
Per rivalutare l’argomento, Bibek Das e i suoi collaboratori hanno eseguito una revisione sistematica. Sono stati esplorati con attenzione i database MEDLINE, Embase e Cochrane CENTRAL alla ricerca di Articoli in inglese pubblicati da gennaio 1990 a giugno 2024 , relativi a RCT multicentrici che hanno valutato interventi chirurgici curativi per il cancro dell’esofago o dello stomaco con dati sulla sopravvivenza globale e un follow-up di almeno 12 mesi. I lavori sono stati analizzati in base alle strategie di SQA, all’aderenza al protocollo e alle ipotesi sulla dimensione del campione. Sono stati selezionati 40 articoli relativi a 27 RCT. Tra gli RCT, 10 erano disegnati per dimostrare la superiorità di una tecnica chirurgica in termini di sopravvivenza globale, ma gli esperti hanno selezionato 27 RCT idonei, 10 dei quali progettati per dimostrare la superiorità della sopravvivenza globale, ma nessuno ha mostrato benefici significativi. Una SQA subottimale è comune e include criteri limitati per l’abilitazione dei chirurghi, uno scarso monitoraggio dell’aderenza e un’inadeguata standardizzazione tecnica.
Tre studi presentano una potenza statistica insufficiente già in fase di progettazione e altri tre non hanno raggiunto l’obiettivo di reclutamento. Le simulazioni hanno mostrato che un tasso di non aderenza tecnica del 10% per gruppo può dimezzare la potenza statistica. In tali casi, il numero di partecipanti necessari per mantenere una potenza dell’80% aumenta drasticamente, talvolta di migliaia di unità. La maggior parte degli studi non prevede una fase pilota interna per valutare la fattibilità del protocollo.
Gli Autori concludono che una SQA inadeguata e l’incapacità di considerare la variabilità chirurgica possono spiegare in parte l’assenza di benefici sulla sopravvivenza globale negli RCT multicentrici. Integrare la garanzia di qualità e studi pilota interni nel design della ricerca potrebbe migliorare la fattibilità, garantire la fedeltà al protocollo e rafforzare la validità dei futuri studi sulla chirurgia oncologica complessa.
Fonte: Ann Surg Oncol. 2026
https://link.springer.com/article/10.1245/s10434-025-18532-x