Nutrizione in oncologia: quali strumenti sono davvero validati?

La gestione della malnutrizione e dei sintomi a essa correlati rappresenta una sfida clinica nel percorso di cura oncologico, sia durante sia dopo il trattamento. Una revisione sistematica pubblicata su Nutrition and Cancer ha analizzato lo stato dell’arte degli strumenti di screening e valutazione nutrizionale, con l’obiettivo di identificare quelli validati nei pazienti oncologici adulti e nei survivor.

La ricerca, condotta da un gruppo di ricercatori danesi, ha incluso 98 articoli, corrispondenti a 161 studi di validazione relativi a 47 strumenti. La maggior parte delle pubblicazioni ha riguardato popolazioni con diagnosi oncologiche miste, seguite dai tumori della testa e del collo e del tratto gastrointestinale. È emersa, tuttavia, una limitata disponibilità di dati specifici sui pazienti sopravvissuti al cancro.

Tra gli strumenti più frequentemente validati figurano il Nutritional Risk Screening 2002 (NRS 2002), il Malnutrition Screening Tool (MST), il Malnutrition Universal Screening Tool (MUST) e lo Scored Patient-Generated Subjective Global Assessment (PG-SGA). L’eterogeneità degli standard di riferimento utilizzati ha mostrato un’ampia variabilità nelle performance: la sensibilità variava dal 6% al 100%, la specificità dall’11% al 100%, con una validità concorrente complessiva compresa tra “scarsa” e “buona”.

In definitiva, l’assenza di un gold standard universale rende complessa l’identificazione di uno strumento superiore in assoluto. Il valore della revisione non risiede quindi nella formulazione di una classifica, ma nella possibilità di offrire ai clinici una mappa metodologica della validità dei diversi strumenti rispetto ai parametri di riferimento utilizzati, orientando così la scelta dello strumento più appropriato nella pratica oncologica.

Fonte: Nutrition and cancer, 2025

https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/01635581.2025.2567026

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