Nuovi loci genetici legati ai nei ampliano le basi biologiche del rischio melanoma
Una metanalisi pubblicata su Nature Communications nel 2026 ha identificato 29 loci genetici associati al numero di nei, offrendo una visione più […]
La biopsia del linfonodo sentinella (SNB) non è solo uno strumento diagnostico di stadiazione, ma è associata a un beneficio in termini di sopravvivenza e riduzione delle recidive nei pazienti con melanoma cutaneo. È quanto emerge da una vasta revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su The Lancet Oncology nel 2026, che contribuisce a chiarire un lungo dibattito clinico sull’efficacia di questa procedura.
L’analisi ha preso in esame 60 studi selezionati dai principali database internazionali. I dati più rilevanti, derivanti dall’osservazione di oltre 40.000 partecipanti, evidenziano che i pazienti sottoposti a biopsia del linfonodo sentinella presentano una riduzione relativa del rischio di morte per melanoma pari al 14% rispetto ai pazienti non sottoposti alla procedura (HR 0,86; IC 95% 0,81-0,92; p<0,0001).
Questa tendenza positiva trova conferma anche nelle analisi per sottogruppi temporali. In particolare, i dati relativi alla sopravvivenza a 5 anni, basati su 27.540 partecipanti, mostrano una riduzione relativa del rischio di mortalità per melanoma del 16% nei pazienti sottoposti a biopsia del linfonodo sentinella rispetto ai pazienti non sottoposti alla procedura (HR 0,84; IC 95% 0,78-0,90; p<0,0001).
Anche sul lungo periodo, a 10 anni, le stime restano a favore della biopsia del linfonodo sentinella rispetto alla mancata esecuzione della procedura (HR 0,87; IC 95% 0,71-1,06), sebbene la limitata numerosità del campione renda questo dato statisticamente meno netto (p=0,17).
Parallelamente, il beneficio appare ancora più marcato sul fronte delle recidive. L’analisi di 9 studi, per un totale di oltre 11.000 pazienti, indica infatti una riduzione relativa del rischio di recidiva del 29% nei pazienti sottoposti a biopsia del linfonodo sentinella rispetto ai pazienti non sottoposti alla procedura (HR 0,71; IC 95% 0,66-0,76; p<0,0001).
In conclusione, i dati confermano che la biopsia del linfonodo sentinella rappresenta un passaggio cruciale non solo per definire la prognosi, ma anche come parte integrante di una strategia associata a una riduzione del rischio di morte specifica per melanoma e del rischio di recidiva rispetto alla mancata esecuzione della procedura nei pazienti eleggibili.
Fonte: The Lancet Oncology, 2026.
https://doi.org/10.1016/S1470-2045(26)00026-4