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La teleriabilitazione cardiaca (CTR) offre miglioramenti della capacità cardiorespiratoria sovrapponibili a quelli ottenuti con la riabilitazione cardiaca tradizionale in centro (CBCR) nei pazienti affetti da coronaropatia (CAD). Lo dimostra una meta-analisi pubblicata sulla rivista BMC Cardiovascular Disorders, volta a confrontare gli effetti dei due approcci sul massimo consumo di ossigeno (VO2max).
La metodologia ha previsto una ricerca sistematica di studi controllati randomizzati (RCT) all’interno delle banche dati PubMed, Embase, Cochrane Library, Web of Science, Wanfang e CNKI. Le differenze medie combinate (MD) con intervalli di confidenza (CI) al 95% sono state calcolate attraverso l’impiego di un modello a effetti casuali.
I risultati si basano sull’inclusione di dieci RCT per un totale di 896 pazienti. Nel complesso, la teleriabilitazione non ha mostrato una differenza significativa nel VO2max rispetto alla riabilitazione in centro. Le analisi di sensibilità hanno confermato la solidità dei dati e le analisi di sottogruppo hanno mostrato risultati coerenti nella maggior parte dei fattori considerati. Tuttavia, miglioramenti superiori sono stati rilevati negli studi con un VO2max basale più elevato (p per la differenza di sottogruppo = 0,03) e in quelli con un follow-up più lungo, superiore a 26 settimane (MD: 0,90 mL/kg/min, 95% CI: da 0,05 a 1,75; p per la differenza di sottogruppo = 0,01).
La meta-regressione ha indicato che il valore basale di VO2max e la durata del follow-up sono associati positivamente agli effetti del trattamento. Il grado di certezza delle evidenze è stato valutato come moderato a causa dell’imprecisione della stima complessiva, che si è posizionata vicino allo zero con un intervallo di confidenza che incrocia la linea di non effetto.
In conclusione, la CTR garantisce variazioni del VO2max comparabili alla CBCR nei soggetti con CAD. I benefici potenziali descritti possono risultare maggiori nei pazienti che presentano una migliore forma fisica basale e nei percorsi con un follow-up prolungato, sebbene gli autori specifichino che rimangono necessari ulteriori studi clinici di alta qualità.
Fonte: BMC Cardiovasc Disord. 2026
https://link.springer.com/article/10.1186/s12872-026-06041-y