Valutazione delle infezioni nei donatori di organi solidi prima del trapianto

L’infezione trasmessa dal donatore rappresenta tuttora un rischio nel trapianto di organi solidi. Le linee guida della pratica clinica orientano le procedure ottimali per la valutazione e l’accettazione dei donatori, sebbene esse varino tra i diversi centri e regioni. Un’equipe di ricercatori ha effettuato una revisione sistematica con lo scopo di valutare la qualità e la coerenza delle linee guida per lo screening delle infezioni nei donatori di organi solidi e di sintetizzarne le raccomandazioni.

È stata condotta un’esplorazione completa di diverse banche dati elettroniche, e dei siti web delle organizzazioni professionali, per individuare linee guida di pratica clinica e dichiarazioni di consenso (consensus statements) relative alla valutazione della presenza e del rischio di infezione nei donatori di organi solidi. La qualità metodologica è stata valutata mediante lo strumento AGREE II (Appraisal of Guidelines for Research and Evaluation II). Per confrontare le raccomandazioni e riassumere le conclusioni si è fatto ricorso a un approccio di sintesi testuale. Alla fine, gli esperti hanno selezionato 19 linee guida di pratica clinica e 19 dichiarazioni di consenso riguardanti diverse tipologie di donatore (deceduto/vivente, adulto/pediatrico), organi solidi (fegato, rene, polmone, cuore e pancreas) e tipi di infezione (virale, batterica, fungina, parassitaria e prionica). La maggior parte delle linee guida si è concentrata sulla definizione dell’ambito e delle finalità, dedicando tuttavia minore attenzione a domini quali l’applicabilità delle linee guida stesse e il rigore metodologico dello sviluppo. Le raccomandazioni relative allo screening e all’accettazione degli organi sono

risultate generalmente coerenti per le infezioni da virus dell’epatite B, virus dell’epatite C, HIV, Mycobacterium tuberculosis, Toxoplasma gondii e Treponema pallidum. Sono emerse invece divergenze soprattutto per le infezioni emergenti o nei casi in cui le prestazioni del test di screening fossero scarse. La maggior parte delle raccomandazioni non era associata a un grado di evidenza formale. Gli Autori concludono che le raccomandazioni relative alle infezioni più comuni si sono dimostrate ampiamente coerenti. Laddove sussistono margini di incertezza, si rende necessaria una maggiore trasparenza nella sintesi delle evidenze e nella loro traduzione in raccomandazioni cliniche. La valutazione nel mondo reale (real-world) dell’applicazione delle linee guida e del loro impatto clinico è fondamentale per massimizzare l’utilizzo degli organi da donatore, riducendo al minimo il rischio di infezioni trasmesse con il trapianto.

Fonte: Transplantation 2026

https://qa-journals.lww.com/transplantjournal/abstract/10.1097/tp.0000000000005666~evaluating-infections-in-solid-organ-donors-before?redirectionsource=fulltextview

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