Oms: Ebola, pandemie e sicurezza delle cure. Tedros: “Il mondo non è ancora sufficientemente preparato”
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Il metodo GIM (Guided Imagery and Music), quale approccio terapeutico emergente, trova ampia applicazione nel trattamento dei disturbi dell’umore (MD). Tuttavia, la sua efficacia e i meccanismi neurali sottostanti rimangono ancora da chiarire. I disturbi dell’umore rappresentano una delle principali cause di disabilità a livello globale. I trattamenti farmacologici convenzionali, mirati principalmente a singole vie biologiche, sono frequentemente limitati da effetti collaterali e mostrano un’efficacia terapeutica inconsistente. Il metodo GIM si configura come un intervento psicoterapeutico multimodale che utilizza l’immaginazione evocata dalla musica per facilitare l’elaborazione emotiva e cognitiva. Coinvolgendo le reti di elaborazione cognitiva ed emotiva, il GIM è considerato uno degli approcci per la riabilitazione neuropsicologica nei disturbi dell’umore. Ciononostante, i meccanismi dei circuiti neurali alla base di questo approccio non sono ancora sufficientemente sistematizzati e richiedono ulteriori indagini. In tal senso, un gruppo di ricercatori ha eseguito una revisione sistematica con la finalità di approfondire l’argomento. Seguendo le linee guida PRISMA, è stata eseguita un’esplorazione approfondita dei database PubMed e Web of Science (2000-2024) alla ricerca di lavori pertinenti che hanno esaminato i meccanismi neurali e l’efficacia clinica del GIM nei disturbi dell’umore, con particolare enfasi per quanto riguarda studi controllati randomizzati (RCT) e indagini di neuroimaging. Il metodo GIM modula quattro circuiti neurali chiave implicati nei disturbi dell’umore:
Dal punto di vista clinico, il GIM dimostra una significativa efficacia nell’alleviare i sintomi depressivi, migliorare la funzione cognitiva e ridurre i disturbi somatici in diverse popolazioni. Gli Autori concludono che i riscontri stabiliscono una base neuroscientifica per il GIM quale promettente intervento non farmacologico e ne supportano l’integrazione nei protocolli standard di trattamento dei disturbi dell’umore.
Fonte: Front Psychol. 2026
https://www.frontiersin.org/journals/psychology/articles/10.3389/fpsyg.2026.1739840/full