Il rapporto HbA1c/HDL è un possibile indicatore aggiuntivo del rischio cardiovascolare nell’anziano

Negli anziani senza malattia cardiovascolare nota, un rapporto elevato tra emoglobina glicata (HbA1c) e colesterolo lipoproteico ad alta densità (HDL-C) si associa a un maggiore rischio di sviluppare eventi cardiovascolari e può aggiungere informazioni ai fattori di rischio tradizionali, secondo uno studio pubblicato su Frontiers in Public Health.

Il rapporto tra HbA1c e colesterolo HDL riflette contemporaneamente alterazioni del metabolismo glucidico e lipidico e potrebbe quindi rappresentare un indicatore semplice del rischio cardiometabolico. Le evidenze prospettiche negli anziani che vivono nella comunità sono tuttavia ancora limitate. Per colmare questa lacuna, lo studio ha esaminato l’associazione del rapporto con l’insorgenza di malattie cardiovascolari e ne ha valutato il contributo rispetto ai fattori di rischio convenzionali.

Lo studio prospettico ha incluso 1.875 adulti di almeno 60 anni senza malattia cardiovascolare al basale, provenienti dall’Early Screening and Intervention Program for High-Risk Populations of Cardiovascular and Cerebrovascular Disease Risk Factors del distretto di Wanzhou. Durante un follow-up mediano di 5,08 anni, 207 partecipanti hanno sviluppato una malattia cardiovascolare, con un’incidenza cumulativa dell’11,04%. Il rapporto HbA1c/HDL-C è stato analizzato sia come variabile continua sia suddividendo i pazienti in quartili.

Dopo correzione per i principali fattori confondenti, i soggetti nel quartile più elevato presentavano un rischio di eventi cardiovascolari più che doppio rispetto a quelli nel quartile più basso, con un hazard ratio di 2,111. Il trend lineare tra i quartili risultava tuttavia significativo solo in maniera borderline. L’analisi mediante spline ha evidenziato invece una relazione non lineare, con un punto di flesso stimato intorno a un rapporto HbA1c/HDL-C di 4,83.

Al di sotto di questo valore, ogni incremento di un’unità si associava a un aumento del 44,1% del rischio cardiovascolare. L’aggiunta del rapporto HbA1c/HDL-C a un modello basato sui fattori di rischio convenzionali ha migliorato modestamente la capacità predittiva, con un C-statistic nel set di test passato da 0,777 a 0,795.

Anche la decision curve analysis ha indicato un possibile beneficio netto, soprattutto nel follow-up medio-lungo. La semplicità di calcolo e il basso costo rendono questo rapporto un possibile strumento complementare nella stratificazione del rischio cardiovascolare, soprattutto nei contesti di medicina territoriale con risorse limitate. Il valore soglia individuato e la forza dell’associazione restano tuttavia esplorativi e richiedono conferma in coorti prospettiche più ampie.

Fonte: Front Public Health. 2026
https://www.frontiersin.org/journals/public-health/articles/10.3389/fpubh.2026.1901063/full

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