Nei giovani più movimento si associa a un profilo delle apolipoproteine più favorevole

Nei bambini e negli adolescenti, livelli più elevati di attività fisica totale si correlano a concentrazioni maggiori di apolipoproteina A-1 (Apo A-1) e a un rapporto Apolipoproteina B (Apo B)/Apolipoproteina A-1 più favorevole, con un’associazione particolarmente evidente nelle ragazze adolescenti, secondo uno studio pubblicato su 3 Biotech.

Il rapporto tra attività fisica e profilo lipidico nei giovani non è ancora completamente definito e i risultati disponibili sono spesso discordanti. Lo studio ha quindi cercato di valutare l’eventuale presenza di associazioni specifiche per età e sesso e di verificare se il rapporto tra quantità di attività fisica e biomarcatori lipidici fosse lineare oppure presentasse una soglia oltre la quale il beneficio tendesse a stabilizzarsi.

Lo studio trasversale ha incluso 581 bambini e adolescenti cinesi di età compresa tra sei e 17 anni. L’attività fisica totale è stata valutata mediante questionari validati e messa in relazione con diversi marcatori lipidici tradizionali e più recenti, tra cui ApoA-1, ApoB, colesterolo lipoproteico ad alta densità (HDL-C), colesterolo lipoproteico a bassa densità (LDL-C) e rapporti lipidici associati al rischio cardiovascolare.

Nel campione complessivo, una maggiore attività fisica totale risultava positivamente associata ai livelli di ApoA-1, apolipoproteina considerata potenzialmente protettiva dal punto di vista cardiovascolare, e inversamente associata al rapporto ApoB/ApoA-1, indicatore di un profilo maggiormente aterogeno.

Le analisi stratificate hanno mostrato che l’associazione era particolarmente evidente nelle ragazze tra 12 e 17 anni; infatti, ogni incremento di 100 minuti alla settimana di attività fisica si associava a un aumento di 0,0179 g/L dell’ApoA-1. I modelli con spline hanno inoltre evidenziato negli adolescenti un’associazione non lineare, con un apparente plateau delle concentrazioni di ApoA-1 intorno a 400-500 minuti di attività fisica settimanale.

Non sono invece emerse associazioni lineari significative con i parametri lipidici tradizionali, come LDL-C e HDL-C. Secondo gli esperti, l’attività fisica potrebbe influenzare il rischio cardiometabolico dei giovani attraverso modificazioni delle apolipoproteine non necessariamente rilevate dai soli valori di colesterolo.

Gli esperti concludono inoltre che il plateau osservato è compatibile con i volumi di attività raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità, precisando tuttavia che il confronto deve essere interpretato con cautela perché lo studio non disponeva di informazioni dettagliate sull’intensità dell’esercizio.

Fonte: 3 Biotech. 2026
https://link.springer.com/article/10.1007/s13205-026-05089-z

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