Nel diabete di tipo 2 l’aterosclerosi coronarica non ostruttiva si associa a una minore efficienza del lavoro miocardico

Nei pazienti con diabete di tipo 2 e frazione di eiezione ventricolare sinistra conservata, una maggiore estensione dell’aterosclerosi coronarica non ostruttiva si associa a una progressiva riduzione dell’efficienza meccanica del miocardio, secondo uno studio pubblicato su Echocardiography.

I pazienti con diabete di tipo 2 presentano un rischio cardiovascolare aumentato e possono sviluppare alterazioni subcliniche della funzione miocardica prima che una malattia cardiovascolare conclamata diventi evidente. Su queste premesse, lo studio ha valutato se il carico di aterosclerosi coronarica non ostruttiva identificato con angio-TC coronarica fosse associato ad alterazioni del lavoro miocardico prima dello sviluppo di una coronaropatia ostruttiva. Il lavoro ha come autrice principale Nazile Bilgin Dogan, del Turkish Ministry of Health Izmir Bayrakli City Hospital di Izmir, Turchia.

Lo studio retrospettivo trasversale ha incluso 114 pazienti con diabete di tipo 2 sottoposti sia ad angio-TC coronarica sia a ecocardiografia transtoracica a una distanza mediana di 41 giorni. I pazienti sono stati suddivisi in tre gruppi in base alla classificazione CAD-RADS 2.0: 21 soggetti con CAD-RADS 0, 46 con CAD-RADS 1 e 47 con CAD-RADS 2. L’endpoint principale era l’efficienza globale del lavoro miocardico, mentre tra gli altri parametri sono stati valutati il lavoro globale sprecato, lo strain longitudinale globale e la frazione di eiezione.

L’efficienza globale del lavoro miocardico si è ridotta progressivamente con l’aumentare della categoria CAD-RADS, passando dal 98,0% nei pazienti senza evidenza di aterosclerosi al 96,2% nel gruppo CAD-RADS 1 e al 93,0% nel gruppo CAD-RADS 2. In parallelo, il lavoro miocardico sprecato è aumentato da una mediana di 37 mmHg% a 67 mmHg% e quindi a 98 mmHg%.

Entrambe le tendenze sono risultate altamente significative. Lo strain longitudinale globale, invece, non ha mostrato differenze significative tra i gruppi, mentre la frazione di eiezione è rimasta nei limiti della norma in tutte le categorie, pur mostrando una lieve tendenza alla riduzione. Dopo correzione per i principali fattori clinici, ogni incremento di una categoria CAD-RADS si associava a una riduzione di 2,69 punti percentuali dell’efficienza globale del lavoro e a un aumento di 30,6 mmHg% del lavoro sprecato. Risultati coerenti sono emersi anche utilizzando il punteggio di Agatston. Gli esperti sottolineano tuttavia che, trattandosi di uno studio trasversale, i dati dimostrano un’associazione ma non permettono di stabilire un rapporto causale.

Fonte: Echocardiography. 2026
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/echo.70631

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