Efficacia dell'allenamento sul deterioramento cognitivo correlato al cancro della mammella
La compromissione cognitiva correlata al cancro (CRCI) associata alla chemioterapia ("chemobrain") nelle donne con cancro della mammella rappresenta […]
Nel 2025, alcuni studiosi cileni e statunitensi hanno pubblicato su Clinical and Experimental Dermatology una revisione sistematica dedicata al carcinoma basocellulare (BCC) vulvare, una forma estremamente rara che rappresenta meno dell’1% di tutti i BCC. Nonostante la sua rarità, il BCC vulvare pone sfide cliniche importanti a causa della delicatezza anatomica dell’area, che richiede un equilibrio tra radicalità oncologica e preservazione sia funzionale che estetica.
La chirurgia micrografica di Mohs (MMS) si è affermata come la tecnica di elezione per affrontare queste difficoltà: consente un’analisi completa e intraoperatoria dei margini tumorali, garantendo una resezione accurata e minimizzando il rischio di recidiva. Al contempo, preserva i tessuti sani, contribuendo a mantenere le funzioni vulvari e riducendo gli esiti cicatriziali. Gli autori dello studio, un team di esperti cileni e statunitensi, hanno analizzato 17 casi pubblicati di BCC vulvare trattati con MMS, aggiungendo tre casi derivanti dalla propria esperienza clinica. I risultati confermano il valore della tecnica nell’ambito di una gestione multidisciplinare, evidenziando l’importanza di includere il BCC nella diagnosi differenziale delle dermatosi vulvari.
Dunque, la chirurgia micrografica di Mohs si configura come un’arma fondamentale per i clinici impegnati nella cura del BCC vulvare, patologia tanto rara quanto clinicamente e chirurgicamente complessa.
Fonte: Clinical and experimental dermatology, 2025