Danza libera e benessere psicologico dopo chirurgia per carcinoma mammario
revisione sistematica e meta-analisi, pubblicata sulla rivista scientifica Breast nel 2026, ha fatto luce su come l’alcol influenzi […]
I tumori filloidi sono neoplasie fibroepiteliali rare della mammella, classificate come benigne, borderline o maligne. Sebbene siano rari, le varianti maligne presentano rischi elevati di recidiva e di metastasi. Un’equipe di ricercatori ha effettuato una revisione con lo scopo di sintetizzare le evidenze attuali relative alle loro caratteristiche cliniche, istopatologiche e molecolari, includendo strategie di trattamento e fattori prognostici. I tumori filloidi rappresentano dallo 0.3 all’1 per cento di tutti i tumori mammari e si presentano tipicamente come masse indolori, solide e a crescita rapida in donne tra i 40 e i 50 anni. La diagnosi accurata è complessa poiché possono essere confusi con i fibroadenomi sia all’esame clinico che a metodiche di imaging come ecografia o la mammografia.
La biopsia con ago core è lo standard diagnostico, sebbene la distinzione tra tumori filloidi benigni e fibroadenomi rimanga difficile a causa dell’eterogeneità del tumore. Dal punto di vista istopatologico, la classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità si basa sulla cellularità dello stroma, l’atipia, l’attività mitotica, la crescita eccessiva dello stroma e i margini tumorali. Il trattamento primario consiste nell’escissione chirurgica completa. Esiste un dibattito continuo sull’ampiezza dei margini chirurgici; tuttavia, un margine di almeno 1 centimetro è stato tradizionalmente raccomandato per le varianti borderline e maligne per ridurre il rischio di recidiva locale.
La mastectomia può essere necessaria per tumori molto grandi o ricorrenti. Il ruolo della radioterapia adiuvante viene preso in considerazione per i tumori filloidi maligni, specialmente dopo chirurgia conservativa della mammella, poiché può ridurre i tassi di recidiva locale, anche se l’impatto sulla sopravvivenza globale non è stato chiaramente dimostrato. La chemioterapia e la terapia ormonale hanno mostrato un’efficacia limitata e sono generalmente riservate a casi metastatici o non operabili. Le metastasi si verificano nel 10-25 per cento dei casi maligni, diffondendosi principalmente per via ematica ai polmoni e alle ossa. Recenti progressi nella profilazione molecolare hanno identificato mutazioni comuni in geni come MED12, TERT e p53, offrendo potenziali bersagli per terapie future in casi aggressivi.
Gli Autori concludono che la gestione dei tumori filloidi richiede un approccio multidisciplinare personalizzato. Sono necessari studi prospettici di alta qualità per stabilire protocolli standardizzati per i margini chirurgici e l’uso di terapie adiuvanti, migliorando così gli esiti a lungo termine per le pazienti.
Fonte: Ann Surg Treat Res. 2026
https://astr.or.kr/DOIx.php?id=10.4174/astr.2026.110.2.65