OSA e CPAP: nessun impatto significativo sul rischio di cancro incidentale

Il trattamento dell’apnea ostruttiva del sonno (OSA) tramite la pressione positiva continua delle vie aeree (CPAP) non riduce in modo marcato il rischio di sviluppare tumori incidenti. Lo evidenzia una meta-analisi pubblicata nel 2026 sul Journal of Sleep Research, condotta per fare chiarezza su un legame ampiamente dibattuto nella comunità medica: l’ipotesi clinica, infatti, è che l’OSA possa promuovere la cancerogenesi attraverso l’ipossia intermittente. Valutare gli esiti del controllo delle ostruzioni respiratorie tramite CPAP mirava proprio a verificare questo potenziale motore dello sviluppo neoplastico.

Per farlo, gli autori dell’analisi hanno integrato i dati di tre importanti studi controllati randomizzati (RCT): SAVE, RICCADSA e ISAACC. I ricercatori hanno poi valutato l’incidenza oncologica analizzando le segnalazioni di eventi avversi relativi alle neoplasie tra i pazienti con OSA randomizzati a ricevere la terapia ventilatoria rispetto ai relativi gruppi di controllo. I risultati indicano che l’incidenza di patologie neoplastiche è rimasta del tutto simile tra i gruppi esaminati. La meta-analisi non ha infatti mostrato differenze statisticamente significative tra i pazienti in trattamento con CPAP e quelli non sottoposti alla terapia (IC 0,55-1,68), smentendo l’efficacia della terapia nel mitigare il rischio oncologico incidentale. Saranno comunque necessari ulteriori studi in futuro per ampliare le ricerche e fare piena luce sul tema.

Fonte: Journal of sleep research, 2025

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/jsr.70153

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