Salute in Europa: liste d’attesa primo ostacolo alle cure. Un cittadino su due è in sovrappeso
Liste d’attesa, costi delle cure, disuguaglianze sociali, spesa sanitaria delle famiglie, obesità, fumo e alcol. È una fotografia […]
Sulla rivista European Journal of Preventive Cardiology è stato pubblicato uno studio volto a esaminare se l’educazione dei genitori sia associata alla salute cardiometabolica a lungo termine e se l’efficacia di un intervento di consulenza nutrizionale vari in base al livello di istruzione genitoriale, ipotizzando una maggiore efficacia nelle famiglie altamente istruite.
La ricerca ha coinvolto 839 partecipanti del progetto STRIP (Special Turku Coronary Risk Factor Intervention Project). Il gruppo di intervento (n = 417) ha ricevuto una consulenza dietetica individualizzata per 20 anni, mentre il gruppo di controllo (n = 422) ha ricevuto le cure di routine. L’istruzione dei genitori è stata classificata come bassa, media o alta all’inizio dello studio. I parametri clinici e dietetici sono stati valutati ripetutamente nell’arco di 26 anni e hanno incluso l’apporto alimentare, l’adiposità, la regolazione metabolica, il profilo lipidico e la pressione arteriosa. Modelli di regressione a effetti misti hanno analizzato gli effetti principali dell’istruzione e le interazioni tra istruzione e intervento sulle traiettorie degli esiti.
Un livello di istruzione genitoriale più elevato è risultato associato a un maggiore apporto di fibre alimentari e a un minore consumo di acidi grassi saturi durante l’adolescenza e la prima età adulta. Nell’età adulta, lo stesso gruppo ha mostrato valori più favorevoli di indice di massa corporea (22,5 rispetto a 24,2 kg/m² nei gruppi a bassa istruzione), del modello omeostatico per la valutazione dell’insulino-resistenza (HOMA-IR; 1,6 rispetto a 1,8) e dei livelli di colesterolo lipoproteico ad alta densità (1,4 rispetto a 1,3 mmol/L). Non sono state riscontrate associazioni significative per gli altri parametri lipidici o per la pressione arteriosa. Le analisi di regressione non hanno evidenziato interazioni coerenti tra istruzione e intervento per le traiettorie dietetiche e cardiometaboliche, con valori di p superiori a 0,05, salvo riscontri isolati per il colesterolo dietetico e la pressione arteriosa sistolica. Le analisi di sensibilità condotte considerando lo stato lavorativo dei genitori hanno confermato tali risultati.
In conclusione, contrariamente all’ipotesi iniziale dello studio, i dati indicano l’assenza di effetti differenziali dell’intervento di consulenza nutrizionale tra i diversi gruppi basati sul livello di istruzione dei genitori.
Fonte: European Journal of Preventive Cardiology, 2026
https://doi.org/10.1093/eurjpc/zwag355