Esercizio fisico e asma infantile: benefici su capacità e qualità di vita

Un gruppo di ricercatori cinesi ha evidenziato come, nei bambini affetti da asma, l’allenamento fisico possa contribuire a migliorare la capacità di esercizio e la qualità della vita. Il team ha condotto uno studio con l’obiettivo di valutare in modo sistematico l’impatto dell’attività fisica nei piccoli pazienti asmatici, analizzando in particolare la funzione polmonare, la performance fisica, l’infiammazione delle vie aeree e la qualità della vita correlata alla salute (HRQoL).

La revisione sistematica e meta-analisi ha incluso 13 studi randomizzati controllati (RCT) per un totale di 673 bambini, con età media compresa tra 7,3 e 14 anni. I risultati, pubblicati su Current Allergy and Asthma Reports nel 2025, mostrano che l’esercizio fisico è in grado di migliorare la distanza percorsa nel test del cammino di sei minuti (6MWT) e i punteggi del Pediatric Asthma Quality of Life Questionnaire (PAQLQ). Tuttavia, non sembra influire sulla riduzione dei livelli di ossido nitrico esalato frazionato (FeNO). L’analisi rivela inoltre che programmi di esercizio della durata di 8 settimane apportano benefici limitati alla funzione respiratoria: migliorano temporaneamente la percentuale della capacità vitale forzata (FVC%) e il flusso espiratorio forzato tra il 25% e il 75% della capacità vitale forzata (FEF 25–75%), ma non incidono in modo significativo sul volume espiratorio forzato in un secondo (FEV1%). Interventi più prolungati, oltre le 8 settimane, non sembrano invece produrre vantaggi ulteriori su questi indicatori.

Nel complesso, lo studio conferma che, nei bambini con asma, l’esercizio fisico rappresenta un valido strumento per migliorare la capacità di esercizio e la qualità di vita, pur non determinando un effetto sull’infiammazione delle vie aeree né un miglioramento duraturo della funzione polmonare. I benefici sulla funzione respiratoria, quando presenti, risultano infatti transitori e limitati ai programmi di allenamento più brevi. In futuro, sarà necessario sviluppare ulteriori studi per consolidare i risultati ottenuti.

Fonte: Current allergy and asthma reports, 2025

https://link.springer.com/article/10.1007/s11882-025-01219-4

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