Esposizione agli inquinanti atmosferici e rischio di carcinoma della laringe

L’esposizione prolungata agli inquinanti atmosferici outdoor, in particolare biossido di azoto (NO2) e particolato fine (PM2,5), è associata a un aumento del rischio di carcinoma della laringe. È quanto emerge da una revisione sistematica condotta da ricercatori inglesi, pubblicata nel 2026 su Cancer Epidemiology, che ha analizzato i dati di oltre 7,4 milioni di partecipanti, evidenziando un’associazione finora poco chiarita in letteratura.

La revisione ha incluso nove studi (cinque di coorte e quattro ecologici) pubblicati fino a giugno 2024. L’evidenza più solida riguarda il NO2, per il quale è stato riportato un Hazard Ratio (HR) compreso tra 1,18 e 1,24 per ogni incremento di 10 µg/m³. Risultati significativi sono stati osservati anche per il PM2,5; in un ampio studio di coorte l’HR è risultato pari a 1,85 (95% CI: 1,20–2,85), suggerendo una correlazione sostanziale tra inalazione di polveri sottili e carcinogenesi laringea. Al contrario, i dati relativi ad altri inquinanti come PM10, SO2, O3 e CO risultano ancora limitati o inconsistenti.

Nonostante le evidenze promettenti, gli autori sottolineano la necessità di studi prospettici su larga scala che adottino metriche di esposizione standardizzate e controllino in modo robusto i fattori di confondimento. In questo contesto, l’osservazione di regioni che implementano politiche drastiche di miglioramento della qualità dell’aria, simulando “esperimenti naturali”, potrebbe fornire prove decisive sull’impatto della riduzione degli inquinanti sull’incidenza di questo tumore a livello di popolazione.

Fonte: Cancer epidemiology ,2026

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1877782125002413?via%3Dihub

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