Preabilitazione nel carcinoma esofageo: l’impatto di un intervento breve

A fronte dell’elevata morbilità e mortalità postoperatoria associate all’esofagectomia, un gruppo di ricercatori giapponesi ha valutato se un programma di preabilitazione intensivo di due settimane potesse migliorare la funzione cardiopolmonare nei pazienti candidati alla chirurgia per carcinoma esofageo. Lo studio, un trial clinico randomizzato di superiorità pubblicato su Annals of Surgical Oncology, ha analizzato l’efficacia di un intervento multimodale sulla variazione della soglia anaerobica, AT, dal basale all’immediato periodo preoperatorio.

L’indagine ha coinvolto 50 pazienti, età media 65,3 anni. Oltre alle consuete istruzioni sull’esercizio fornite da un fisioterapista a tutti i partecipanti, il braccio sperimentale ha ricevuto una seconda sessione educativa di supporto a una settimana dall’inizio e integratori nutrizionali orali nei 14 giorni precedenti l’intervento, pari a 47 g di proteine e 430 kcal aggiuntive al giorno.

L’aderenza al piano nutrizionale è risultata elevata, con un incremento significativo dell’apporto proteico quotidiano nel gruppo trattato rispetto ai controlli: 76,8 ± 16,6 vs 61,6 ± 18,0 g/die; p < 0,01. Tuttavia, questo aumento non si è tradotto in una variazione significativa della soglia anaerobica, endpoint primario dello studio, né in un incremento dei livelli di attività fisica quotidiana. La forza del quadricipite è invece aumentata in modo significativo nel gruppo di preabilitazione, rispetto al declino osservato nel gruppo di controllo: 3,7 ± 13,5 vs -5,3 ± 16,0; p = 0,04. L’indice di massa muscolare scheletrica ha mostrato una tendenza favorevole nel braccio sperimentale, senza raggiungere la significatività statistica: 4,0 ± 6,5 vs 1,1 ± 4,8; p = 0,09.

L’analisi suggerisce che l’apporto proteico stimato non sia associato al miglioramento della capacità aerobica preoperatoria. Al contrario, il numero di passi giornalieri preoperatori è risultato positivamente correlato alla variazione della soglia anaerobica: r = 0,412; p = 0,02. Questo dato indica che, in un programma di preabilitazione breve, il solo supporto nutrizionale potrebbe non essere sufficiente a migliorare la funzione cardiopolmonare se non accompagnato da un reale aumento dell’attività fisica.

In conclusione, un intervento di due settimane prima dell’esofagectomia può migliorare l’apporto proteico e la forza muscolare periferica, ma appare troppo breve per produrre miglioramenti significativi della soglia anaerobica o dei livelli di attività fisica quotidiana. I risultati suggeriscono quindi la necessità di programmi di preabilitazione più precoci, strutturati e capaci di aumentare concretamente il movimento quotidiano dei pazienti.

Fonte; Annals of surgical oncology,. 2025

https://link.springer.com/article/10.1245/s10434-025-18804-6

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