Il microbiota esofageo può aiutare a spiegare i sintomi persistenti nel reflusso

Secondo una revisione narrativa pubblicata su Pharmaceuticals, in molti pazienti affetti da reflusso gastroesofageo entrano in gioco alterazioni della barriera antireflusso, difese mucosali ridotte, attivazione immunitaria e anche modificazioni del microbiota esofageo.

La revisione ha valutato le evidenze disponibili sulle interazioni tra soppressione acida, ecologia microbica esofagea e rapporto tra ospite e microbi nella malattia da reflusso gastroesofageo. La ricerca della letteratura è stata condotta su banche dati elettroniche, tra cui PubMed e Scopus, senza restrizioni temporali formali, dando priorità agli studi più recenti e clinicamente rilevanti.

Dalle evidenze analizzate emerge che l’esofago ospita un vero ecosistema microbico, potenzialmente coinvolto nel mantenimento dell’equilibrio della mucosa. Nella malattia da reflusso gastroesofageo e nell’esofago di Barrett, diversi studi hanno riportato uno spostamento verso batteri anaerobi Gram-negativi con possibile attività pro-infiammatoria. Anche il trattamento prolungato con inibitori della pompa protonica può modificare l’ambiente gastrointestinale. L’aumento del pH gastrico associato alla soppressione acida è stato collegato a cambiamenti nella composizione del microbiota, con incremento relativo di generi come Streptococcus e Veillonella e riduzione di batteri produttori di acidi grassi a catena corta. Queste modificazioni potrebbero favorire uno stato di disbiosi e, secondo alcune evidenze, aumentare la suscettibilità ad alcune infezioni.

Gli autori sottolineano però che il rapporto causale non è ancora stato pienamente dimostrato e che i dati disponibili restano eterogenei. Il valore clinico di questa prospettiva è soprattutto pratico, e sottolinea che nei pazienti che non rispondono in modo soddisfacente alla sola soppressione acida, la valutazione del reflusso potrebbe richiedere un approccio più ampio, capace di integrare barriera antireflusso, integrità mucosale, infiammazione e microbiota. La revisione evidenzia anche il possibile interesse futuro per strategie terapeutiche mirate al microbiota, pur precisando che il campo è ancora in evoluzione.

Fonte: Pharmaceuticals 2026

https://www.mdpi.com/1424-8247/19/5/705

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