Irrigazione a base di citrato: stop ai biofilm e prevenzione infezioni ortopediche

Uno studio pubblicato sul Journal of spine surgery nel 2025 ha dimostrato che il nuovo sistema di irrigazione delle ferite a base di citrato appare promettente per la prevenzione delle infezioni in chirurgia ortopedica e della colonna vertebrale, grazie alla capacità di interrompere i biofilm e alla ridotta tossicità. Gli autori dell’articolo, dei ricercatori statunitensi, hanno condotto una revisione sistematica selezionando studi incentrati su sicurezza ed efficacia delle soluzioni di irrigazione a base di citrato, con particolare attenzione ai tassi di infezione, alla capacità di interrompere i biofilm e agli esiti di recupero post-operatorio.

Nel complesso, gli studi analizzati indicano che la soluzione agisce sui biofilm attraverso la chelazione di ioni metallici essenziali alla loro stabilità. Questo meccanismo è associato a una riduzione della carica microbica fino a un milione di volte nei batteri planctonici e da diecimila fino a cento milioni di volte nei biofilm. In ambito di chirurgia protesica articolare, i risultati clinici riportati includono una diminuzione dei tassi di infezione, una riduzione del gonfiore, un incremento dell’escursione articolare e una sospensione più rapida della terapia oppioide. Per quanto riguarda la chirurgia della colonna, la revisione esplora possibili indicazioni d’uso in procedure quali fusioni multisegmentarie, interventi posteriori cervicali, correzioni di deformità e interventi in pazienti con fattori di rischio infettivo, tra cui diabete o abitudine al fumo. Le tecniche applicative descritte comprendono la detersione prima dell’impianto, irrigazioni periodiche durante l’intervento e una protezione antimicrobica prolungata mediante un protocollo “no-rinse”, finalizzato a prevenire la formazione di biofilm su mezzi di sintesi e tessuti.

Pertanto, la soluzione a base di citrato appare promettente per la prevenzione delle infezioni in chirurgia ortopedica e della colonna vertebrale, grazie alla capacità di interrompere i biofilm e alla ridotta tossicità. Gli autori sottolineano tuttavia la necessità di futuri studi randomizzati per confermare sicurezza ed efficacia, aprendo la strada a una possibile adozione più ampia nei protocolli chirurgici.

Fonte: Journal of spine surgery .2025

https://jss.amegroups.org/article/view/7293/html

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