Hantavirus. Tre sospetti casi evacuati dalla nave: trasferiti in Olanda per ricevere cure mediche
Tre pazienti con sospetta infezione da hantavirus sono stati evacuati dalla nave su cui si trovavano e sono […]
L’Università di Oxford si conferma per il decimo anno consecutivo al primo posto mondiale nel Times Higher Education World University Rankings by Subject 2026 per Medicina e Scienze della salute. La classifica, che valuta 1.230 università di 102 Paesi, prende in considerazione medicina, odontoiatria, infermieristica e discipline sanitarie affini, attraverso 18 indicatori che misurano qualità della didattica, ambiente di ricerca, impatto scientifico, internazionalizzazione e rapporti con l’industria.
Subito dietro Oxford si collocano l’Università di Cambridge e Harvard University, mentre la top ten è dominata da atenei anglosassoni e nordamericani: Imperial College London, Johns Hopkins University e Stanford University condividono le posizioni immediatamente successive, seguite da Yale, University College London, University of Toronto e University of California Berkeley, che entra quest’anno tra le prime dieci.
Il ranking 2026 conferma il forte peso dei grandi centri accademici integrati con sistemi ospedalieri di eccellenza e con un’elevata capacità di attrarre finanziamenti per la ricerca biomedica. Accanto a Stati Uniti e Regno Unito, emergono con sempre maggiore forza anche realtà europee e asiatiche come il Karolinska Institute in Svezia, la National University of Singapore e alcuni atenei cinesi e australiani.
Le migliori università internazionali per Medicina e Scienze della salute (Top 10)
Il posizionamento delle università italiane
Nel contesto globale, l’Italia mantiene una presenza ampia ma concentrata soprattutto nelle fasce intermedie della classifica. L’unico ateneo italiano a entrare nella top 100 mondiale è l’Università di Bologna, che si colloca al 95° posto, confermandosi la prima in Italia per Medicina e Scienze della salute.
Seguono alcuni atenei che si posizionano tra la fascia 126-175, mentre la maggior parte delle università italiane rientra tra le posizioni 176-300, segno di una buona diffusione della qualità formativa e della ricerca clinica, ma anche di una difficoltà strutturale a competere con i grandi hub internazionali per risorse e investimenti.
Università italiane nel ranking
Altri atenei italiani risultano collocati nelle fasce successive (301-400 e oltre), a testimonianza di una presenza capillare del sistema universitario nazionale nell’ambito della formazione medica e sanitaria.
Un sistema diffuso ma con margini di crescita
Il quadro che emerge dal ranking THE 2026 restituisce l’immagine di un sistema italiano solido sul piano della formazione e della ricerca clinica, ma ancora penalizzato dalla frammentazione delle risorse e da un minor livello di internazionalizzazione rispetto ai grandi competitor globali. Un rafforzamento dei policlinici universitari, maggiori investimenti strutturali e una più stretta integrazione tra università, ricerca e Servizio sanitario nazionale restano leve decisive per migliorare il posizionamento internazionale degli atenei italiani nel campo della medicina.