Nei pazienti oncologici maggiore dolore è associato a più intensa ideazione suicidaria

Nei pazienti oncologici seguiti in ambito psichiatrico, sia l’intensità del dolore sia il grado con cui questo interferisce con le attività quotidiane risultano associati a una maggiore gravità e intensità dell’ideazione suicidaria, anche dopo aver considerato altri importanti fattori clinici e psichiatrici, secondo uno studio pubblicato su General Hospital Psychiatry.

“Il dolore oncologico può incidere profondamente sul funzionamento quotidiano e sul benessere psicologico dei pazienti. Abbiamo quindi cercato di capire se non soltanto l’intensità del dolore, ma anche la sua interferenza con la vita quotidiana fossero associate alla gravità e all’intensità dell’ideazione suicidaria nei pazienti oncologici seguiti in ambito psichiatrico” spiega Alessio Simonetti, della Section of Psychiatry, Head-Neck and Chest, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma, che ha diretto lo studio.

I ricercatori hanno valutato 492 pazienti oncologici ambulatoriali sottoposti a una valutazione multidisciplinare. L’ideazione suicidaria è stata analizzata mediante la Columbia-Suicide Severity Rating Scale, considerando separatamente gravità e intensità, mentre il dolore è stato valutato con il Brief Pain Inventory, che misura sia la severità della sintomatologia sia la sua interferenza con le attività quotidiane.

Sono state inoltre utilizzate scale validate per rilevare sintomi depressivi, ansiosi e maniacali. Nelle analisi iniziali, una storia familiare di suicidio, una più lunga durata della malattia oncologica, un maggior numero di precedenti episodi depressivi, una maggiore sintomatologia depressiva e maniacale e la presenza di un tumore gastrointestinale risultavano associati sia alla gravità sia all’intensità dell’ideazione suicidaria.

Anche dopo la correzione per questi fattori, tuttavia, il dolore manteneva un’associazione indipendente con entrambe le dimensioni considerate. Sia la severità del dolore sia la sua interferenza con la vita quotidiana risultavano associate a una maggiore intensità dell’ideazione suicidaria, con un coefficiente beta pari a 0,32 per entrambe, e a una maggiore gravità, con un coefficiente beta di 0,10. “Questi risultati indicano che la valutazione del dolore nei pazienti oncologici dovrebbe comprendere non solo quanto il dolore sia intenso, ma anche quanto limiti il funzionamento quotidiano. Una valutazione sistematica della sintomatologia dolorosa, associata quando necessario a un esame mirato del rischio suicidario, potrebbe contribuire a individuare precocemente i pazienti che necessitano di un intervento multidisciplinare tempestivo” concludono gli esperti.

Fonte: Gen Hosp Psychiatry. 2026

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0163834326001908

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