Alfabetizzazione sanitaria dei pazienti affetti da tumore della testa e del collo
Il tumore della testa e del collo (HNC) presenta un’incidenza in aumento a livello globale ed è associato a esiti […]
Il carcinoma squamoso della testa e del collo (HNSCC) rappresenta una significativa sfida globale per la salute. È caratterizzato da una diagnosi in stadio avanzato e da alti tassi di recidiva locoregionale. La tradizionale biopsia tissutale, pur essendo considerata il gold standard, è invasiva e spesso non riesce a cogliere l’eterogeneità spaziale e temporale del tumore.
La biopsia liquida è emersa come un paradigma innovativo e non invasivo per la diagnostica molecolare, sfruttando i biomarcatori circolanti presenti nel sangue e nella saliva. Tabata Briaunys Milan e colleghi hanno eseguito una revisione sistematica con l’obiettivo di valutare criticamente le prove attuali riguardanti l’accuratezza diagnostica, il valore prognostico e la validità molecolare delle cellule tumorali circolanti, del DNA tumorale circolante (ctDNA) e del panorama trascrittomico di RNA codificanti e non codificanti (miRNA, lncRNA e circRNA) nell’HNSCC.
La revisione evidenzia la specificità del ctDNA nel monitoraggio della malattia minima residua, in particolare nelle neoplasie guidate dal papillomavirus umano e dal virus di Epstein-Barr, in cui la cinetica virale funge da biomarcatore sensibile per la recidiva. Inoltre, il team esplora l’utilità degli esosomi salivari (“Saliva-Exosomics”), suggerendo che possano offrire un’elevata sensibilità per le lesioni del cavo orale in stadio precoce grazie alla vicinanza anatomica. La revisione sintetizza anche i dati su nuove specie di RNA, come le piastrine istruite dal tumore e i RNA circolari, che agiscono come biosensori sistemici stabili.
Nonostante i risultati promettenti, una significativa eterogeneità nei protocolli di isolamento e nelle piattaforme di rilevamento (ad esempio, il sequenziamento di nuova generazione rispetto alla PCR digitale) rimane un ostacolo alla diffusa implementazione clinica. Gli Autori concludono che l’integrazione di biopsie liquide multi-analita nella pratica clinica ha il potenziale di personalizzare le strategie terapeutiche, di migliorare gli esiti di sopravvivenza e di ridefinire lo standard di cura nell’oncologia della testa e del collo.
Fonte: DNA Cell Biol. 2026
https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/10445498261475085