Sorveglianza radiologica per le sopravvissute al cancro della mammella
Il tumore maligno della mammella è una neoplasia diffusa a livello mondiale e il crescente numero di sopravvissute richiede una […]
Il cancro della mammella è uno dei tumori letali più comuni al mondo. I metodi diagnostici standard, in particolare le biopsie tissutali, sono invasivi e spesso non riescono a rilevare l’eterogeneità tumorale, portando a outcome di trattamento subottimali.
Un gruppo di ricercatori ha eseguito una meta-analisi con la finalità di valutare il potenziale dell’imaging fotoacustico (PAI) e della spettroscopia fotoacustica (PAS) come tecnologie non invasive che sostituiscono i metodi convenzionali per la diagnosi del tumore mammario, offrendo maggiore profondità di penetrazione tissutale, migliore risoluzione e sensibilità molecolare. Il team illustra i principali vantaggi e limitazioni delle tecnologie PAI e PAS e applica un approccio statistico per valutarne le performance diagnostiche, la sensibilità e la specificità in contesti preclinici e sperimentali.
Sono stati riassunti i dati di 6 studi rilevanti sul PAS per lo screening del tumore della mammella. L’analisi ha rivelato una sensibilità complessiva dell’84% e una specificità del 96% nella valutazione delle prestazioni diagnostiche delle tecnologie PAS/PAI. La stima delle prestazioni diagnostiche complessive trasformate in logit è pari a 0,72 (95% CI: 0,71-0,72), equivalente a una sensibilità complessiva dell’84% e a una specificità del 96%. Il valore logit riflette l’analisi con varianza stabilizzata e non può essere interpretato come accuratezza diagnostica non corretta, mentre l’eterogeneità media tra gli studi è moderata (I2 = 51,0%). Questi risultati evidenziano il potenziale del PAI e del PAS come strumenti diagnostici affidabili e non invasivi con capacità di diagnosi precoce e di miglioramento dei risultati per i pazienti.
Fonte: Lasers Med Sci. 2025
https://link.springer.com/article/10.1007/s10103-025-04714-2