Carcinoma mammario: i sintomi da monitorare prima, durante e dopo la chemioterapia
Le pazienti con carcinoma mammario sottoposte a chemioterapia possono sperimentare un ampio spettro di sintomi prima, durante e dopo il […]
Le alterazioni nell’espressione delle mucine possono riflettere percorsi biologici distinti nei tumori e nelle lesioni precancerose del tratto gastrointestinale inferiore. Lo indica una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata sul British Journal of Cancer, che ha analizzato il significato clinicopatologico e prognostico delle diverse firme muciniche.
Lo studio, condotto da un gruppo di ricerca belga, ha incluso 58 lavori scientifici pubblicati tra gennaio 2001 e settembre 2025. L’obiettivo era valutare l’associazione tra espressione delle mucine, sottotipi tumorali o pretumorali, sede anatomica e outcome clinico nei tumori del basso tratto gastrointestinale, inclusi carcinoma colorettale e adenocarcinoma del piccolo intestino.
Dall’analisi emerge che MUC2 e MUC5AC risultano sovraespresse nei polipi serrati e negli adenocarcinomi prossimali associati a instabilità dei microsatelliti e fenotipo mucinoso. Al contrario, una ridotta espressione di MUC2 è stata osservata negli adenomi avanzati e nei tumori distali non mucinosi.
Il ruolo di MUC2 appare particolarmente complesso. Le discrepanze osservate nella sopravvivenza in rapporto ad alti o bassi livelli di espressione suggeriscono che questa glicoproteina non agisca in modo isolato, ma in combinazione con altre mucine durante la cancerogenesi.
Un dato rilevante riguarda MUC1, la cui espressione abbondante è stata osservata negli adenomi con displasia di alto grado. Quando elevati livelli di MUC1 si associano ad alta espressione di MUC13, il profilo risulta correlato sia a forme mucinose sia non mucinose di carcinoma colorettale e a una prognosi più sfavorevole.
Firme muciniche simili sono state rilevate anche nell’adenocarcinoma del piccolo intestino, ma con alcune differenze rilevanti. In questo distretto, MUC2 risulta sottoregolata, mentre l’aumento di MUC5AC appare associato a una sopravvivenza peggiore. Questo dato sottolinea come la sede anatomica possa influenzare il significato biologico e prognostico delle stesse mucine.
Nel complesso, la revisione suggerisce che le alterazioni delle mucine non siano semplici marcatori istologici, ma possano riflettere pathway molecolari distinti nelle lesioni premaligne e nei tumori del tratto gastrointestinale inferiore. Il loro possibile utilizzo come biomarcatori prognostici o bersagli terapeutici è promettente, ma richiede ulteriori validazioni e una maggiore standardizzazione delle metodiche di valutazione.
Fonte: British Journal of Cancer, 2026
https://www.nature.com/articles/s41416-025-03297-7