Tumori urologici: l’attività fisica associata a una riduzione del rischio generale del 9%

Una meta-analisi condotta da ricercatori cinesi e pubblicata nel 2026 su Nature Communications ha analizzato il possibile ruolo preventivo dell’attività fisica nei confronti delle neoplasie urologiche. Gli autori hanno esaminato i dati di 95 studi, per un totale di 176 stime di rischio e 11.255.721 partecipanti.

I risultati mostrano un’associazione inversa tra livelli elevati di attività fisica e rischio di tumori urologici. Rispetto ai soggetti con bassi livelli di attività fisica, quelli con livelli più elevati presentano una riduzione del rischio pari al:

-9% per i tumori urologici complessivamente considerati;

-13% per il tumore della vescica;

-6% per il tumore della prostata;

-11% per il tumore renale.

L’analisi per sottogruppi indica inoltre che l’associazione appare più marcata nelle donne, con una riduzione del rischio del 14%, rispetto agli uomini, nei quali la riduzione è del 7%. L’attività fisica svolta in ambito lavorativo risulta associata a una protezione maggiore rispetto a quella praticata nel tempo libero: 16% contro 11%. Sul piano metodologico, l’associazione risulta più evidente negli studi caso-controllo, con una riduzione del 14%, rispetto agli studi di coorte, dove la riduzione è del 7%.

Lo studio suggerisce quindi che l’attività fisica possa rappresentare un fattore protettivo modificabile nei confronti dei tumori urologici. Le evidenze rafforzano l’opportunità di promuovere l’attività fisica nelle strategie di prevenzione e, nei pazienti oncologici, anche nei percorsi di preabilitazione finalizzati a migliorare la forma fisica e il recupero. Resta tuttavia da definire con maggiore precisione la dose ottimale di attività fisica: durata, frequenza e intensità oltre le quali i benefici tendono a stabilizzarsi o non aumentano ulteriormente.

Fonte: Nature communications, 2026

https://www.nature.com/articles/s41467-026-70149-0

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