HIV, diagnosi pediatriche tardive persistono nei paesi ad alto reddito
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Costruire virus partendo da una sequenza digitale di DNA, programmarli come strumenti biologici e usarli per colpire batteri resistenti agli antibiotici. È quanto emerge da uno studio pubblicato su PNAS da ricercatori di New England Biolabs e Yale University, che apre nuove prospettive nella lotta all’antibiotico-resistenza.
I protagonisti sono i batteriofagi, virus che infettano selettivamente i batteri e che da oltre un secolo sono oggetto di interesse medico. Il loro utilizzo clinico, però, è rimasto limitato: i metodi tradizionali per modificarli sono complessi, lenti e difficili da standardizzare. Il nuovo approccio cambia radicalmente scenario, permettendo di costruire fagi completamente sintetici, senza partire da virus naturali.
Grazie a una tecnologia avanzata di assemblaggio del DNA, i ricercatori sono riusciti a creare da zero un batteriofago attivo contro Pseudomonas aeruginosa, uno dei patogeni ospedalieri più pericolosi per l’elevata resistenza agli antibiotici. Il genoma del virus è stato assemblato a partire da 28 frammenti di DNA sintetico, progettati digitalmente e modificati prima ancora che il virus “nascesse”.
Questo consente di riprogrammare i fagi con grande precisione: cambiare i geni che determinano quali batteri possono infettare, inserire marcatori fluorescenti per osservare l’infezione in tempo reale e testare rapidamente nuove configurazioni genetiche. Una volta assemblato in laboratorio, il DNA viene introdotto in un ceppo batterico sicuro, dove diventa un fago pienamente funzionante.
Il vantaggio è duplice. Da un lato, costruire i virus al di fuori delle cellule elimina molte difficoltà tecniche e di sicurezza; dall’altro, l’uso di frammenti di DNA più corti riduce il rischio di errori e permette di lavorare anche su genomi complessi, difficili da manipolare con le tecniche tradizionali.
L’approccio è il risultato di una collaborazione tra esperti di biologia molecolare e ricercatori di fagi ed è già stato applicato ad altri modelli, inclusi virus diretti contro Mycobacterium e fagi ingegnerizzati come biosensori per individuare Escherichia coli nell’acqua potabile.
Fonte: PNAS 2026
https://phys.org/news/2026-01-golden-gate-method-enables-fully.htm