Screening polmonare: verso una prevenzione più personalizzata
Le attuali linee guida per lo screening del tumore del polmone potrebbero non essere sufficientemente precise nell’identificare chi trae realmente […]
Uno studio italiano pubblicato nel 2026 sul Journal of Thoracic Oncology suggerisce che l’integrazione di marcatori immunitari e molecolari possa migliorare l’accuratezza dello screening polmonare basato su tomografia computerizzata a basso dosaggio (LDCT).
Sebbene la LDCT rappresenti uno strumento efficace per la diagnosi precoce del tumore del polmone, il suo utilizzo è limitato da un’elevata frequenza di falsi positivi, che può comportare esami invasivi e un carico psicologico significativo per i pazienti.
Partendo dai risultati del programma BioMILD, che aveva già validato l’impiego di una firma di microRNA plasmatici (MSC) per la stratificazione del rischio, il nuovo studio introduce un ulteriore livello di analisi integrando l’Immune Signature Classifier (ISC), basato sul profilo immunologico del sangue periferico.
L’analisi ha coinvolto 304 forti fumatori con noduli polmonari rilevati alla LDCT, seguiti per un periodo mediano di 7,5 anni. I risultati mostrano che l’indice ISC è associato a variabili cliniche rilevanti, tra cui età e classificazione radiologica Lung-RADS, e risulta più elevato nei pazienti con diagnosi di tumore entro 2 anni (p=0,0006).
La combinazione di MSC e ISC ha raggiunto una sensibilità del 96% e un valore predittivo negativo del 98% (IC 95%: 0,86–0,99), indicando una buona capacità del modello di escludere la presenza di malattia. Inoltre, l’integrazione dei due test è risultata associata, in questo studio, a una riduzione del 37% dei falsi positivi rispetto all’approccio basato su singoli biomarcatori.
Ulteriori analisi sperimentali, basate su modelli di xenotrapianto derivati dai pazienti, suggeriscono una possibile correlazione tra il profilo immunologico e l’aggressività tumorale, sebbene il significato clinico di questi dati richieda ulteriori approfondimenti.
Nel complesso, i risultati indicano che l’integrazione di biomarcatori molecolari e immunitari potrebbe rappresentare un approccio promettente per migliorare la gestione dei noduli polmonari nello screening LDCT. Tuttavia, la dimensione relativamente limitata del campione e la necessità di validazioni indipendenti richiedono cautela nell’interpretazione e nell’applicazione su larga scala.
Fonte: Journal of thoracic oncology, 2026
https://www.jto.org/article/S1556-0864(26)00067-5/fulltext