Trattamento anticoagulante per i trombi tumorali del carcinoma a cellule renali: risultati

I pazienti affetti da carcinoma a cellule renali (RCC) con trombo tumorale (TT) presentano un rischio significativo di tromboembolismo venoso (TEV). Un gruppo di ricercatori ha eseguito una revisione sistematica con la finalità di valutare il ruolo della terapia anticoagulante nei pazienti ambulatoriali con carcinoma renale e trombo tumorale.

Un’esplorazione approfondita è stata condotta su PubMed e altri database. I criteri di inclusione dei lavori comprendono la diagnosi di RCC con TT, la segnalazione di eventi di TEV, sanguinamenti maggiori e/o tromboembolismo arterioso, nonché l’esposizione a trattamenti anticoagulanti. Sono stati invece esclusi gli studi con meno di 30 pazienti e quelli in cui lo stato dell’anticoagulazione non è stato riportato per ogni sottogruppo di esito. Il rischio di bias è stato valutato secondo gli strumenti del Scottish Intercollegiate Guidelines Network. Alla fine, gli esperti hanno selezionato 6 studi osservazionali per un totale di 659 pazienti. Tutti gli studi presentano un rischio considerevole di bias e l’uso di anticoagulanti varia dal 3,9% al 50%. Due studi riportano un’incidenza di TEV inferiore nei pazienti scoagulati rispetto a quelli non trattati: 7,3% contro 20% dopo un anno, e 18% contro 24% dopo due anni. Nei pazienti in terapia anticoagulante, l’incidenza di sanguinamenti maggiori è del 12% a un anno e del 33% a due anni; per i pazienti non trattati, l’incidenza è rispettivamente del 19% e del 12%. È importante sottolineare che nessuno degli studi analizzati è di tipo gestionale (management studies) e gli intervalli di confidenza dei risultati sono risultati piuttosto ampi.

Gli Autori concludono che la terapia anticoagulante nei pazienti con carcinoma renale e trombo tumorale può ridurre il rischio di TEV. Tuttavia, il rischio di emorragia rimane elevato sia nei pazienti trattati che in quelli non trattati. Le evidenze attuali non sono conclusive a causa dell’eterogeneità degli studi e del rischio di bias.

Fonte: J Thromb Haemost, 2026

https://www.jthjournal.org/article/S1538-7836(25)00720-2/fulltext

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