Impatto dei ritardi terapeutici sulla sopravvivenza nel tumore mammario: meta-analisi

Il ritardo nel trattamento del tumore della mammella rappresenta una preoccupazione critica in oncologia poiché può influenzare negativamente la sopravvivenza delle pazienti. Zoltan Ungvari e colleghi hanno eseguito una meta-analisi con l’obiettivo di analizzare quantitativamente la relazione tra specifici intervalli di ritardo e gli esiti clinici attraverso una ricerca sistematica nei database PubMed, Scopus e Web of Science.

La meta-analisi ha incluso 18 studi idonei comprendenti 25 coorti di pazienti. I risultati indicano che ogni mese di ritardo nell’inizio del trattamento è associato a un aumento significativo del rischio di mortalità per tutte le cause. Per quanto riguarda il ritardo chirurgico, l’analisi di 16 coorti ha mostrato che un’attesa superiore a 30 giorni dalla diagnosi è collegata a una sopravvivenza globale inferiore con un hazard ratio di 1.10 che sale a 1.15 per ritardi oltre i 60 giorni e a 1.26 per quelli superiori a 90 giorni.

Anche il ritardo nella chemioterapia adiuvante, analizzato in 7 coorti, ha mostrato un impatto negativo con un hazard ratio di 1.12 per attese superiori a 30 giorni e di 1.18 oltre i 60 giorni dal completamento della chirurgia. Per la radioterapia i dati di 2 coorti confermano che il ritardo nell’inizio del trattamento compromette gli esiti di sopravvivenza. L’impatto del tempo di attesa è risultato più pronunciato nei sottotipi di tumore al seno più aggressivi, ad esempio il triplo negativo e i tumori HER2 positivi rispetto ai sottotipi luminali suggerendo che la biologia tumorale gioca un ruolo chiave nella velocità di progressione durante l’attesa. I fattori che contribuiscono a questi ritardi includono disparità socioeconomiche, limitazioni nell’accesso ai servizi sanitari e criticità sistemiche.

Gli Autori concludono che minimizzare i tempi tra la diagnosi e l’inizio delle diverse fasi terapeutiche è essenziale per garantire le migliori probabilità di sopravvivenza. I risultati supportano la necessità di politiche sanitarie che ottimizzino i percorsi clinici riducendo le barriere logistiche e garantendo un accesso rapido e uniforme alle cure. La standardizzazione dei tempi massimi di attesa è una strategia fondamentale per migliorare la prognosi globale delle pazienti con cancro della mammella riducendo il rischio di mortalità associato a rallentamenti evitabili nel percorso di cura.

Fonte: Geroscience. 2026 

https://link.springer.com/article/10.1007/s11357-025-01719-1

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