Social media e salute mentale, l’Ue prepara le nuove regole

“Un adolescente su tre si sente stressato, triste o escluso”

Social media sempre più al centro della vita degli adolescenti, ma con un costo crescente per il loro benessere mentale. Ieri si è riunito per la terza e ultima volta il Panel speciale sulla sicurezza dei minori online, istituito dalla Commissione europea per rafforzare il quadro normativo dell’Ue sulla protezione dei più giovani in rete. Il 13 luglio i co-presidenti del Panel presenteranno alla presidente Ursula von der Leyen un rapporto con le raccomandazioni finali.

In occasione della riunione finale, un nuovo sondaggio Eurobarometro conferma l’impatto significativo dell’eccessivo tempo trascorso davanti agli schermi e dei social media sulla salute mentale e fisica dei giovani. In media, i giovani europei trascorrono 4,5 ore online durante un giorno di scuola e 6,1 ore al giorno nel fine settimana. Il dato più eclatante: il 14% degli adolescenti dichiara di passare più di 10 ore al giorno davanti agli schermi.

“I social media possono connettere e ispirare. Ma quando uno su tre giovani dice che lo fanno sentire stressato, triste o escluso, non possiamo ignorare l’impatto sulla loro salute mentale e sul loro benessere – ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen – E quando un quarto dei nostri giovani si trova di fronte a contenuti problematici online – dall’incitamento all’odio, alla pressione sul corpo, alla violenza inaspettata – è un segnale chiaro che è tempo di cambiare”.

Il legame tra età di primo utilizzo e tempo trascorso online
Quasi uno su tre adolescenti (29%) dichiara esplicitamente di sentirsi stressato, triste o socialmente escluso a causa dei social media. Il 45% ammette di tendere a confrontarsi con gli altri quando utilizza i social, e circa un quarto degli adolescenti (25%) ha incontrato contenuti problematici online, tra cui incitamento all’odio. L’indagine evidenzia anche un forte legame tra l’età di primo utilizzo dei social media e il tempo totale trascorso davanti agli schermi. Chi ha iniziato a usarli prima dei 10 anni dichiara 7,5 ore di tempo davanti allo schermo nel weekend, rispetto alle 5,7 ore di chi ha iniziato dopo i 14 anni. Un altro Eurobarometro sul Decennio digitale, condotto tra febbraio e marzo 2026, ha rilevato che il 92% degli europei considera prioritaria una maggiore protezione dei minori online.

L’Ue si prepara a nuove misure
La protezione dei minori online e il sostegno alla salute mentale sono priorità per la Commissione. L’Ue dispone già di un quadro normativo ambizioso, che include il Digital Services Act (DSA) e le sue linee guida sulla protezione dei minori, la direttiva sui servizi media audiovisivi e la strategia “Better Internet for Kids”. A queste si aggiungono l’app europea per la verifica dell’età, che consente agli utenti di dimostrare la propria età online preservando la privacy, il piano d’azione Ue contro il cyberbullismo e le norme in fase di definizione per combattere l’abuso sessuale dei minori online.

“Gli anni dell’adolescenza non dovrebbero essere definiti da social media che creano dipendenza, uso eccessivo degli schermi e problemi di salute mentale – ha dichiarato Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia – Nell’Ue stiamo affrontando il design non sicuro delle piattaforme con il Digital Services Act. Dobbiamo e faremo di più. Nell’Ue, gli anni dell’adolescenza saranno un periodo di apprendimento e crescita, in sicurezza, offline e online”.

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