Malattia parodontale associata a rischio aumentato di 7 tumori

La malattia parodontale è associata a un rischio aumentato di diverse neoplasie, ma la solidità del dato varia in base al tipo di tumore e al metodo utilizzato per diagnosticare la patologia orale. Lo indica una revisione sistematica con meta-analisi di studi di coorte pubblicata sull’International Dental Journal, che ha valutato il rapporto tra malattia parodontale e incidenza di tumori.

Gli autori hanno esaminato 8.816 articoli e selezionato 26 studi di coorte, prospettici e retrospettivi. L’obiettivo era chiarire se la malattia parodontale fosse associata a una maggiore incidenza di specifiche neoplasie, tenendo conto anche della modalità di accertamento della patologia parodontale.

Nel complesso, la meta-analisi ha rilevato associazioni positive con sette tipi di tumore. Le associazioni più forti sono emerse per carcinoma esofageo, con RR 1,34 (IC 95%: 1,04-1,71), e carcinoma pancreatico, con RR 1,26 (IC 95%: 1,03-1,52).

Sono risultate significative anche le associazioni con carcinoma della vescica, RR 1,21 (IC 95%: 1,11-1,32), carcinoma della prostata, RR 1,17 (IC 95%: 1,07-1,29), carcinoma colorettale, RR 1,16 (IC 95%: 1,01-1,34), carcinoma gastrico, RR 1,16 (IC 95%: 1,08-1,25), e carcinoma mammario, RR 1,11 (IC 95%: 1,03-1,17).

Un punto metodologico rilevante riguarda il modo in cui la malattia parodontale è stata definita. Quando la diagnosi era autoriferita dai pazienti, le associazioni risultavano più numerose e più marcate: pancreas, RR 1,42 (IC 95%: 1,03-1,96), stomaco, RR 1,34 (IC 95%: 1,11-1,63), vescica, RR 1,26 (IC 95%: 1,12-1,43), polmone, RR 1,19 (IC 95%: 1,09-1,31), e colon-retto, RR 1,28 (IC 95%: 1,01-1,62).

Quando invece la malattia parodontale era accertata tramite visita clinica, l’unica associazione statisticamente significativa rimaneva quella con il carcinoma gastrico, con RR 1,11 (IC 95%: 1,04-1,16).

Questa differenza suggerisce che una parte delle associazioni osservate negli studi basati su diagnosi autoriferita possa essere influenzata da errori di classificazione, differenze nella percezione della salute orale o fattori confondenti non completamente controllati.

Il dato non esclude un possibile ruolo biologico dell’infiammazione parodontale cronica nella carcinogenesi. Meccanismi come infiammazione sistemica, alterazioni del microbioma orale, risposta immunitaria e diffusione di mediatori pro-infiammatori rappresentano ipotesi plausibili. Tuttavia, la meta-analisi non consente di dimostrare un rapporto causale diretto.

Nel complesso, la malattia parodontale appare associata a un rischio aumentato di diversi tumori, con segnali più consistenti per esofago, pancreas, stomaco, vescica, prostata, colon-retto e mammella. La robustezza dell’evidenza resta però condizionata dal metodo diagnostico e dall’eterogeneità degli studi inclusi.

Per la pratica clinica e la prevenzione, il messaggio è prudente ma utile: la salute parodontale può essere considerata una componente della salute generale, anche in ottica di prevenzione oncologica, ma non va presentata come fattore causale dimostrato per i tumori.

Gli autori sottolineano la necessità di studi futuri con diagnosi clinica standardizzata della malattia parodontale, migliore controllo dei confondenti, follow-up adeguato e analisi specifiche per sede tumorale. Solo evidenze più robuste potranno chiarire se e quanto la prevenzione e il trattamento della malattia parodontale possano incidere sul rischio oncologico.

Fonte: International Dental Journal, 2026

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0020653926001218?via%3Dihub

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