BRCA1 meno frequente nel lobulare, BRCA2 possibile segnale opposto: cosa dice la meta-analisi
Le mutazioni germinali di BRCA1 e BRCA2 sembrano distribuirsi in modo diverso tra carcinoma mammario lobulare invasivo, ILC, e carcinoma […]
Il cronotipo serale è associato a un rischio più elevato di tumore della mammella e di carcinoma ovarico epiteliale, mentre il rapporto tra insonnia e tumore mammario appare più incerto. Lo indica una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su Sleep Medicine Reviews, che ha valutato l’associazione tra caratteristiche del sonno e rischio di tumori riproduttivi.
Lo studio ha incluso 62 studi osservazionali, di cui 45 studi di coorte e 17 studi caso-controllo. Gli autori hanno analizzato quattro tratti del sonno: durata del sonno, insonnia, cronotipo e russamento, considerando diversi tumori riproduttivi, tra cui carcinoma mammario, prostatico, endometriale ed epiteliale ovarico.
Nell’interpretazione complessiva, gli studi di coorte hanno avuto un peso maggiore rispetto agli studi caso-controllo, perché meno esposti ad alcuni bias retrospettivi. Rispetto al cronotipo mattutino, il cronotipo serale è risultato associato a un aumento del rischio di tumore al seno del 12%, con HR 1,12 (IC 95%: 1,07-1,17), e a un aumento del rischio di carcinoma ovarico epiteliale del 15%, con HR 1,15 (IC 95%: 1,02-1,29).
Per l’insonnia è emersa un’associazione con un rischio più elevato di tumore mammario, con RR 1,23 (IC 95%: 1,01-1,50). Il segnale è rimasto presente anche restringendo l’analisi ai casi di insonnia diagnosticata clinicamente, con RR 1,26 (IC 95%: 1,01-1,58).
Questo dato, tuttavia, richiede cautela. L’eterogeneità tra gli studi era elevata e, nelle analisi limitate agli studi con il grado di aggiustamento più rigoroso, l’associazione tra insonnia e tumore mammario non è risultata più significativa, con RR 1,04 (IC 95%: 0,95-1,14). Questo suggerisce che fattori confondenti non adeguatamente controllati possano avere contribuito al segnale osservato negli studi meno rigorosi.
Nel complesso, i risultati rafforzano l’ipotesi che la disregolazione circadiana possa avere un ruolo nella carcinogenesi, soprattutto per quanto riguarda il cronotipo serale. Il dato è biologicamente plausibile, ma non consente ancora di stabilire un rapporto causale diretto.
La revisione sottolinea anche un limite metodologico importante: molte evidenze disponibili si basano su questionari autocompilati, con possibili errori di misurazione e classificazione dei tratti del sonno. Per chiarire meglio il rapporto tra sonno, ritmi circadiani e rischio oncologico, saranno necessari studi prospettici con misurazioni oggettive del sonno, follow-up adeguati e migliore controllo dei confondenti.
Il messaggio pratico è prudente: il cronotipo serale appare associato a un rischio più alto di tumore mammario e ovarico epiteliale, mentre l’insonnia mostra un’associazione meno solida con il tumore al seno. Prima di tradurre questi risultati in indicazioni preventive specifiche, serviranno studi capaci di verificare se interventi sui comportamenti del sonno o sull’allineamento circadiano possano ridurre realmente il rischio oncologico.
Fonte: Sleep Medicine Reviews, 2026
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1087079226000079?via%3Dihub