Turni notturni e cronotipo serale: rischio più alto per prostata, mammella e salute mentale

Il lavoro notturno si associa a un aumento del rischio di alcuni esiti oncologici e di salute mentale, con differenze in base al cronotipo individuale. Lo indica una meta-analisi pubblicata sullo Scandinavian Journal of Work, Environment & Health, che ha sintetizzato le evidenze disponibili su lavoro a turni, cronotipo e rischio di carcinoma mammario, carcinoma prostatico, diabete mellito e poor mental health.

Lo studio ha incluso 14 studi di coorte e caso-controllo, per un totale di 2.247 casi di carcinoma mammario, 3.045 casi di carcinoma prostatico, 336.218 partecipanti negli studi sul diabete mellito e 2.128 casi di scarsa salute mentale.

Il dato più rilevante riguarda il carcinoma prostatico. I lavoratori notturni con cronotipo serale presentavano una probabilità superiore dell’84% di sviluppare carcinoma prostatico rispetto ai lavoratori diurni. In questo sottogruppo è stata osservata anche una relazione dose-risposta positiva tra anni cumulativi di lavoro notturno e rischio di carcinoma prostatico, con un incremento del 2,1% per ogni anno aggiuntivo di esposizione (p=0,012).

Anche il carcinoma mammario è risultato più frequente tra le lavoratrici notturne rispetto alle lavoratrici diurne, indipendentemente dal cronotipo. Il rischio era aumentato sia nelle donne con cronotipo mattutino, con OR 1,54 (IC 95%: 1,01-2,37), sia in quelle con cronotipo serale, con OR 1,41 (IC 95%: 1,04-1,90).

Per la salute mentale, l’aumento del rischio è risultato più contenuto ma statisticamente significativo in entrambi i cronotipi. Nei lavoratori notturni con cronotipo mattutino l’OR era 1,19 (IC 95%: 1,12-1,27), mentre nei soggetti con cronotipo serale era 1,11 (IC 95%: 1,05-1,17).

Non è invece emersa un’associazione significativa tra lavoro notturno, cronotipo e diabete mellito. Questo dato suggerisce che l’effetto del disallineamento circadiano possa variare in modo rilevante a seconda dell’esito considerato.

Nel complesso, la meta-analisi indica che il cronotipo può modificare il profilo di rischio associato al lavoro notturno, ma non supporta l’idea che una semplice programmazione dei turni basata sul cronotipo elimini i rischi per la salute. Gli autori concludono infatti che il chronotype-matched scheduling non sembra mitigare in modo efficace i rischi del lavoro notturno.

Il dato più solido riguarda i turnisti notturni con cronotipo serale e il carcinoma prostatico, anche per la presenza di una relazione dose-risposta con gli anni cumulativi di lavoro notturno. Tuttavia, la conclusione deve restare prudente: gli studi inclusi sono osservazionali, con possibile confondimento residuo, differenze nella definizione di cronotipo, esposizione ai turni e misurazione degli outcome.

Per la pratica di medicina del lavoro, il messaggio è che il cronotipo può essere utile per identificare sottogruppi potenzialmente più vulnerabili, ma non basta da solo a rendere sicuro il lavoro notturno. Servono strategie più ampie: riduzione dell’esposizione cumulativa ai turni notturni, rotazioni più sostenibili, tutela del sonno, sorveglianza sanitaria mirata e monitoraggio dei lavoratori con esposizioni prolungate.

Gli autori indicano infine la necessità di ulteriori studi prospettici per chiarire i meccanismi biologici alla base delle differenze osservate e per valutare se interventi organizzativi, circadiani o preventivi possano ridurre realmente il rischio nei lavoratori notturni.

Fonte: Scandinavian Journal of Work, Environment & Health, 2026

https://www.sjweh.fi/article/4271

Potrebbe interessarti

Contenuti simili

I più visti