Diete vegetariane, vegane e incidenza del cancro

Diversi studi hanno suggerito che le diete vegetariane e vegane, rispetto a quelle non vegetariane, sono associate a un minor rischio complessivo di cancro; tuttavia, i risultati per specifiche sedi tumorali sono stati meno coerenti. Un’equipe di ricercatori ha effettuato una revisione sistematica e una meta-analisi di studi prospettici sulle diete vegetariane e vegane e sull’incidenza del cancro, al fine di chiarire tali associazioni tra le diverse sedi anatomiche.

Le banche dati PubMed ed Embase sono state interrogate per individuare gli studi pertinenti pubblicati fino al 5 luglio 2025. Per l’associazione tra diete vegetariane e vegane e incidenza del cancro sono stati calcolati i risk ratio (RR) d’effetto combinato e i relativi intervalli di confidenza al 95% (IC al 95%).

La forza delle evidenze è stata valutata applicando i criteri del World Cancer Research Fund (WCRF). Alla fine, gli esperti hanno selezionato 17 pubblicazioni (corrispondenti a 7 studi prospettici).

Gli RR combinati (IC al 95%) per i vegetariani rispetto ai non vegetariani sono risultati pari a 0.87 (0.84-0.91, I2 = 0%, n = 4 studi) per l’incidenza totale di cancro, 0.55 (0.36-0.86, I2 = 32%, n = 4) per il tumore dello stomaco, 0.86 (0.76-0.97, I2 = 14%, n = 6) per il cancro del colon-retto, 0.79 (0.67-0.93, I2 = 38%, n = 7) per il cancro del colon, 0.55 (0.31-0.97, I2 = 0%, n = 2) per il cancro del colon prossimale, 0.77 (0.62-0.95, I2 = 0%, n = 5) per il tumore del pancreas, 0.79 (0.66-0.94, I2 = 0%, n = 4) per il melanoma, 0.92 (0.86-0.99, I2 = 0%, n = 7) per il tumore della mammella, 0.81 (0.69-0.95, I2 = 0%, n = 3) per il tumore della mammella in post-menopausa, 0.78 (0.62-0.98, I2 = 0%, n = 5) per il tumore della vescica e 0.76 (0.63-0.93, I2 = 0%, n = 4) per il linfoma non-Hodgkin. Inoltre, sono state osservate associazioni inverse non statisticamente significative per alcune neoplasie, con RR combinati di 0.85 (0.70-1.04, I2 = 0%, n = 6) per il tumore del polmone, 0.83 (0.68-1.02, I2 = 0%, n = 5) per il tumore dell’ovaio e 0.87 (0.75-1.00, I2 = 43%, n = 6) per il tumore della prostata.

I risultati per altre sedi tumorali sono apparsi imprecisi o prossimi all’effetto nullo. Gli RR combinati (IC al 95%) per i vegani rispetto ai non vegetariani sono stati di 0.77 (0.70-0.85, I2 = 0%, n = 3) per il cancro totale, 1.02 (0.71-1.48, I2 = 42%, n = 3) per il cancro del colon-retto, 0.80 (0.64-1.00, I2 = 0%, n = 4) per il tumore della mammella e 0.87 (0.50-1.49, I2 = 49%, n = 3) per il tumore della prostata. L’indice di massa corporea (BMI) ha spiegato una quota moderata di tali associazioni.

La forza delle evidenze [atta a stimare la probabilità di un nesso di causalità] per le diete vegetariane e il rischio di cancro totale, del colon-retto, del colon e della mammella è stata giudicata probabile, mentre è stata considerata limitata-suggestiva per i tumori dello stomaco, del pancreas, della vescica, per il melanoma e per il linfoma non-Hodgkin; per le diete vegane, la forza delle evidenze in merito al cancro totale e al tumore della mammella è stata ritenuta limitata-suggestiva.

Gli Autori concludono che le diete vegetariane, se confrontate con i regimi non vegetariani, si associano a una riduzione del rischio di cancro totale e di sette specifiche tipologie tumorali, mentre le diete vegane risultano associate a una riduzione del rischio di cancro totale e della mammella. Sebbene si rendano necessari ulteriori studi per valutare l’aderenza a lungo termine ai regimi vegetariani e vegani in rapporto all’incidenza oncologica, e per approfondire i tumori a oggi meno indagati, questi risultati avvalorano le raccomandazioni a fini preventivi orientate ad adottare diete marcatamente basate su alimenti di origine vegetale.

Fonte: Eur J Epidemiol. 2026

https://link.springer.com/article/10.1007/s10654-026-01380-8

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