Alterazioni del microbioma intestinale e loro implicazioni cliniche e biologiche nel cancro ovarico

Sempre più evidenze indicano che il microbiota intestinale svolge un ruolo cruciale nella progressione del tumore dell’ovaio (OC), offrendo potenziali opportunità per strategie di intervento mirate. Tuttavia, la ricerca in questo ambito è ancora limitata.

Beibei Zhang e colleghi hanno eseguito una revisione sistematica con l’obiettivo di sintetizzare le prove attuali sulla composizione e la diversità del microbiota nel tumore ovarico, concentrandosi sulla sua associazione con la diagnosi, i cambiamenti post-operatori e le risposte alla chemioterapia o alla terapia con inibitori di PARP (PARPi). È stata eseguita una ricerca sistematica dei database PubMed e Web of Science alla ricerca di lavori pertinenti pubblicati fino a ottobre 2025 utilizzando parole chiave relative al microbiota intestinale e al carcinoma ovarico. Sono stati inclusi solo articoli di ricerca originali che coinvolgevano soggetti umani. Sono stati estratti e analizzati i dati relativi alle alterazioni del microbiota nei pazienti con OC, ai cambiamenti dopo l’intervento chirurgico e alla risposta ai trattamenti farmacologici. Alla fine, gli esperti hanno selezionato nove studi ritenuti idonei tra i quali studi longitudinali e caso-controllo. Alla diagnosi, le pazienti con OC mostravano una disbiosi intestinale caratterizzata da un aumento di Proteobacteria e una diminuzione di Firmicutes. L’analisi a livello di genere ha rivelato livelli inferiori di Akkermansia ed elevati di Bacteroides e Prevotella, suggerendo un’omeostasi microbica compromessa. Dopo l’intervento chirurgico, sia Firmicutes che Proteobacteria sono diminuiti, indicando significativi cambiamenti del microbiota. Durante la chemioterapia, specialmente nel trattamento neoadiuvante, i Firmicutes sono riemersi come phylum dominante. Le pazienti sensibili al platino hanno mostrato profili del microbiota intestinale più stabili rispetto a quelle resistenti. Generi come Angelakisella, Arenimonas e Roseburia sono emersi come potenziali marcatori diagnostici o prognostici di chemioresistenza. Inoltre, Phascolarbacterium è stato identificato come un indicatore di risposta ai PARPi nel tumore ovarico BRCA1/2-negativo, con livelli più elevati associati a una sopravvivenza libera da progressione più lunga.

Gli Autori concludono che è stata messa in evidenza la composizione dinamica del microbiota intestinale nel tumore ovarico attraverso le diverse fasi della malattia e dei trattamenti. Inoltre, sottolineano la necessità di ulteriori ricerche su strategie terapeutiche mirate al microbioma.

Fonte: Front Oncol. 2025

https://www.frontiersin.org/journals/oncology/articles/10.3389/fonc.2025.1690541/full

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