Allattamento al seno durante e dopo la diagnosi di cancro mammario: revisione sistematica
La diagnosi di tumore della mammella nelle donne che allattano è relativamente poco comune. L’espressione cancro della mammella associato alla […]
Le citochine svolgono un ruolo fondamentale nel microambiente tumorale, influenzando la progressione del tumore della mammella, le metastasi e la resistenza terapeutica. Sebastian Ciurescu e i suoi collaboratori hanno eseguito una revisione sistematica e una meta-analisi con l’obiettivo di valutare l’impatto prognostico e la rilevanza terapeutica delle citochine chiave nel tumore mammario, basandosi su studi sull’uomo pubblicati tra il 2015 e il 2025.
Sono stati esplorati sistematicamente i database PubMed, Web of Science e Scopus alla ricerca di lavori pertinenti che hanno riportato l’espressione delle citochine e gli outcome clinici nel tumore della mammella. I criteri di inclusione si basano sul framework PRISMA, con focus sulle coorti umane ed escludendo i modelli in vitro o animali. Sono stati estratti dati sui tipi di citochine, sui metodi di misurazione, sulla popolazione di pazienti e sugli outcome. Le meta-analisi sono state eseguite utilizzando modelli a effetti casuali per le citochine con dati sufficienti, in particolare IL-6 and TNF-α.
Alla fine, gli esperti hanno selezionato 23 documenti ritenuti idonei. Livelli elevati di IL-6 sono costantemente associati a una scarsa sopravvivenza globale (HR combinato = 2,25, IC al 95% 1,83-2,76), mentre livelli elevati di TNF-α mostrano una tendenza verso esiti peggiori, ma senza significatività statistica. Anche IL-1β, IL-8 e IL-10 sono collegate ad un aumento delle metastasi e ad una ridotta risposta alla terapia.
Le citochine immunosoppressive come IL-10 e TGF-β facilitano l’evasione immunitaria del tumore, mentre IL-17 promuove l’infiammazione e l’angiogenesi. Citochine come IL-12 e IFN-γ sono associate a una migliore risposta immunitaria e a una prognosi favorevole. Gli Autori concludono che le citochine sono mediatori centrali della progressione del tumore mammario e della regolazione immunitaria.
Livelli elevati di citochine pro-infiammatorie e immunosoppressive sono correlati a esiti sfavorevoli e possono servire come biomarcatori prognostici e bersagli terapeutici. La loro integrazione in strategie di trattamento personalizzato possiede un significativo potenziale clinico ma richiede ulteriore convalida prospettica e standardizzazione dei biomarcatori.
Fonte: *Biomedicines. 2025
https://www.mdpi.com/2227-9059/13/9/2203